Diamante, Pascale presenta un esposto sui lavori al Corvino: nel mirino cartelli e atti pubblici
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Il consigliere comunale di minoranza contesta la cartellonistica del cantiere tra fiume Corvino e via Caravaggio. Richiamati anche accesso agli atti e concorso della Polizia municipale

Il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Pascale ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza di Scalea sui lavori di completamento della messa in sicurezza idraulica del tratto terminale del fiume Corvino, secondo lotto, e sulla nuova piazza in via Caravaggio, nell’area adiacente alle Mura Carafa. Al centro della contestazione, sollevata a Diamante dopo due diffide inviate agli uffici comunali, ci sono la presunta mancata esposizione della cartellonistica di cantiere e la correttezza delle informazioni rese pubbliche sull’intervento.
La contestazione sulla cartellonistica del cantiere
La vicenda era già stata sollevata nei giorni scorsi dallo stesso consigliere comunale. Nella nota diffusa ieri, Pascale parla di “mancata esposizione della cartellonistica prevista ex lege”, richiamando il decreto legislativo 33 del 2013 e l’articolo 101 del nuovo codice dei contratti pubblici.
Prima di rivolgersi alla Guardia di Finanza, il consigliere riferisce di aver trasmesso due diffide al responsabile dell’ufficio lavori pubblici del Comune di Diamante e al comandante della Polizia municipale. Le comunicazioni, secondo quanto riportato nella nota, sarebbero state protocollate il 18 e il 25 giugno.
La tabella comparsa nel cantiere e i nuovi rilievi
Secondo Pascale, soltanto nel pomeriggio di ieri la tabella sarebbe stata installata nell’area dei lavori. Il consigliere afferma di aver constatato “con sommo stupore, la comparsa della cartellonistica sino ad allora assente”.
La comparsa del cartello, però, non chiude la polemica. Al contrario, nella ricostruzione del consigliere apre un ulteriore fronte. Pascale sostiene infatti che “la cartellonistica oggi installata riporta dati progettuali e temporali che, da una prima verifica, non sembrano riferibili all’intervento effettivamente in corso”.
Il riferimento è, in particolare, alla data di ultimazione dei lavori indicata nella tabella: 7 settembre 2024. Una data che, secondo il consigliere, sarebbe precedente all’avvio dell’intervento indicato come attualmente eseguito, fissato all’11 dicembre 2024.
Nel mirino finisce anche la rappresentazione grafica dell’opera, definita da Pascale “strutturalmente e architettonicamente diversa da quella effettivamente realizzata”.
Dalla mancata affissione alla correttezza delle informazioni
La contestazione, se confermata dagli accertamenti, sposterebbe il tema dalla sola esposizione tardiva del cartello alla corrispondenza tra le informazioni pubblicate e l’opera realmente in corso.
“Se tale circostanza fosse confermata — scrive Pascale — la questione non riguarderebbe la sola tardiva affissione della cartellonistica, bensì l’esposizione di informazioni non corrispondenti all’opera realmente in corso”.
Il consigliere lega il caso anche a un tema più ampio di trasparenza amministrativa, accesso agli atti e rapporti tra minoranza e amministrazione comunale.
Gli atti richiesti dal consigliere
Nella stessa nota Pascale sostiene di non aver ancora ricevuto alcuni documenti formalmente richiesti e successivamente sollecitati. Tra questi indica gli atti relativi al “Lido delle Sirene”, i formulari sullo smaltimento dei materiali combusti dopo l’incendio del 6 maggio 2024 e la documentazione sui bagni pubblici realizzati sotto il lungomare Fabiani-Mancini.
La richiesta, secondo quanto riferito dal consigliere, risale al 4 giugno 2026, con sollecito del 22 giugno. Pascale cita inoltre gli atti relativi alla transazione tra il Comune di Diamante e Cabrilia S.r.l., richiesti il 16 giugno 2026.
Il richiamo al concorso della Polizia municipale
Il consigliere torna infine sul concorso della Polizia municipale, parlando di “persistente silenzio” e sostenendo che, a oggi, non risultino chiarimenti pubblici sulla vicenda.
La chiusura della nota assume un tono politico e istituzionale. Pascale scrive: “Alla Magistratura, la piena fiducia affinché siano rapidamente accertati i fatti e, ove ne ricorrano i presupposti, ripristinate le indispensabili condizioni di legalità e di piena agibilità democratica”.
Nel materiale diffuso non è riportata una replica dell’amministrazione comunale di Diamante.











