Diamante, diffida al Comune sugli atti del Lido delle Sirene
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Il consigliere di minoranza Giuseppe Pascale chiede la trasmissione della documentazione edilizia e commerciale e degli atti sull’eventuale bonifica dopo l’incendio. Termine fissato alle 12 del 13 luglio, poi possibile ricorso alla Prefettura

Una diffida al sindaco, al segretario comunale e ai responsabili dei settori interessati per ottenere gli atti relativi al Lido delle Sirene di Diamante. A presentarla è stato il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Pascale, esponente del gruppo “Uniti per Tutti”, che ha indicato nelle ore 12 di lunedì 13 luglio il termine entro il quale il Comune dovrà trasmettere la documentazione richiesta.
Gli atti riguardano le pratiche edilizie e commerciali del nuovo stabilimento balneare, interessato nei mesi scorsi da un incendio. Pascale chiede inoltre informazioni sulle eventuali attività di bonifica e sulla destinazione del materiale rimosso dopo le fiamme.
In assenza di una risposta entro il termine indicato, il consigliere annuncia il ricorso alla Prefettura e si riserva di promuovere ulteriori iniziative.
Le richieste di accesso agli atti
La contestazione prende le mosse da una prima richiesta di accesso agli atti presentata il 4 giugno. Una seconda istanza integrativa è stata depositata il 23 giugno per sollecitare il rilascio della documentazione.
Secondo quanto riportato nella diffida, le due richieste non avrebbero ricevuto una risposta completa. Il 23 giugno il responsabile del settore avrebbe dichiarato la propria “non competenza”, trasmettendo la pratica allo Sportello unico per le attività produttive. Lo stesso ufficio avrebbe precisato che la tenuta dei formulari riguardanti il materiale incendiato non rientrava nelle proprie attribuzioni.
Il 10 luglio il Suap ha comunicato a Pascale la possibilità di recarsi negli uffici comunali il 14, il 15 oppure il 17 luglio, munito di un supporto informatico con una capacità di almeno tre gigabyte sul quale acquisire i file.
Nella comunicazione, secondo quanto riferito dal consigliere, viene precisato che, in caso di mancata presentazione nelle date indicate, l’ufficio “riterrà assolto il proprio obbligo”.
Contestata la modalità di consegna
È soprattutto questa modalità ad avere determinato la nuova iniziativa dell’esponente di opposizione. Nella diffida Pascale sostiene che “la modalità di consegna imposta costituisce un ingiustificato aggravio a carico del Consigliere e un’inammissibile traslazione dell’onere di consegna”.
Secondo il rappresentante di “Uniti per Tutti”, i tempi impiegati dagli uffici comunali per rispondere alle istanze sarebbero indicativi di “un evidente ostruzionismo”. Si tratta della posizione espressa dal consigliere nella diffida, sulla quale dovranno eventualmente pronunciarsi gli uffici e l’amministrazione comunale.
Pascale chiede che i documenti siano messi a disposizione attraverso un collegamento istituzionale sicuro per il download oppure consegnati su un supporto digitale fornito direttamente dall’ente nella sede municipale.
La richiesta comprende anche “tutte le attività di bonifica eventualmente espletate a seguito dell’incendio dello stabilimento balneare” e i formulari relativi al materiale interessato dalle fiamme, successivamente rimosso o smaltito. Il prossimo passaggio è dunque fissato alle ore 12 del 13 luglio, termine indicato nella diffida per la trasmissione degli atti.











