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Diamante, giustizia riparativa per i De Rose: resta ferma la responsabilità

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

La Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto la richiesta delle difese con il parere favorevole della Procura generale e l’opposizione delle parti civili. I legali delle persone offese precisano i limiti della decisione: l’eventuale attenuante sarà valutata dopo il percorso.

27 ottobre 2026 – 13:42


Diamante, caso De Rose: giustizia riparativa, attenuante ancora da valutare

DIAMANTE — Accesso a un programma di giustizia riparativa per i fratelli Massimo, Mattia e Alessandro De Rose, nel procedimento per il duplice tentato omicidio del febbraio 2022 a Diamante. La Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto il 23 ottobre 2026 la richiesta delle difese, con il parere favorevole della Procura generale e l’opposizione delle parti civili. Il provvedimento non riapre però la questione della responsabilità penale: lo precisano gli avvocati Francesco Liserre e Luigi Crusco, legali delle persone offese.



La responsabilità penale e i limiti del rinvio

«Il 10 febbraio 2026 la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza definitiva, ha confermato la condanna degli imputati per concorso in duplice tentato omicidio aggravato e porto abusivo di arma da fuoco», affermano Liserre e Crusco.

I tre fratelli erano stati condannati dal Tribunale di Paola a dodici anni di reclusione ciascuno, con una decisione successivamente confermata in appello.


Secondo quanto ricostruito dai legali delle persone offese, la Cassazione ha disposto un annullamento limitato alla valutazione del percorso di giustizia riparativa e dell’eventuale applicazione dell’attenuante prevista dall’articolo 62, numero 6, del codice penale, modificato dalla riforma Cartabia.


Il nuovo passaggio davanti ai giudici catanzaresi riguarda dunque la possibilità che l’esito del programma produca effetti sulla pena. La responsabilità per i fatti, precisano i legali, resta definitivamente accertata.




La richiesta delle difese

L’istanza di accesso è stata presentata dagli avvocati Giuseppe De Marco, Cristian Cristiano e Francesco Santelli, tutti del Foro di Cosenza. Le difese attribuiscono alla decisione particolare rilievo per l’applicazione della giustizia riparativa anche a una vicenda di tale gravità.

A sostegno della richiesta hanno richiamato la condotta dei tre fratelli durante gli arresti domiciliari, l’assenza di interazioni illecite con le persone offese e una prima offerta risarcitoria, non accettata.


L’aggressione del febbraio 2022 era stata commessa con cinque colpi d’arma da fuoco, uno dei quali aveva raggiunto una delle due vittime.

Liserre e Crusco circoscrivono così la portata dell’ordinanza: «Si tratta di una mera ammissione ad un programma di giustizia riparativa, il cui esito, del tutto eventuale e futuro, non incide minimamente sulla definitiva responsabilità penale degli imputati per duplice tentato omicidio».



Il rinvio al 19 marzo 2027

Il procedimento è stato rinviato al 19 marzo 2027 per l’elaborazione del programma. Secondo quanto riferito dai legali delle persone offese, fino a quella data sono stati sospesi anche i termini di custodia cautelare.

Soltanto al termine del percorso la Corte potrà valutarne l’esito e pronunciarsi sull’eventuale riconoscimento dell’attenuante. L’ammissione al programma, quindi, non equivale al riconoscimento di una riduzione della pena.

 
 
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