Diamante, concorso Polizia locale: tre gruppi di minoranza chiedono risposte al sindaco

Uniti per Tutti, Liberamente e Progresso contestano il silenzio dell’amministrazione sulle notizie relative alla selezione. Al centro dell’intervento anche le ragioni degli avvicendamenti negli uffici comunali.
27 ottobre 2026 - 16:40
di Matteo Cava

DIAMANTE — Una presa di posizione pubblica sul concorso della Polizia locale e spiegazioni sui cambiamenti negli uffici comunali. È quanto chiedono al sindaco e all’amministrazione di Diamante i gruppi consiliari Uniti per Tutti, Liberamente e Progresso, intervenuti con una nota congiunta dopo le notizie di stampa sulla selezione.
I tre gruppi definiscono il silenzio dell’amministrazione «politicamente e umanamente inopportuno» e sollecitano rassicurazioni per i cittadini e per i giovani che affidano ai concorsi pubblici le proprie prospettive di lavoro.
Nella nota, i firmatari precisano di non voler entrare nel merito delle notizie pubblicate né delle modalità con cui sono state diffuse. «Non scriviamo per accusare o scagionare nessuno», affermano, ribadendo una posizione garantista.
La richiesta di una presa di posizione pubblica
La contestazione riguarda il piano della comunicazione e della responsabilità politica. I gruppi spiegano che si sarebbero aspettati dichiarazioni pubbliche, una precisazione di estraneità ai fatti narrati dalla stampa o almeno un auspicio di chiarezza sulla vicenda.
Secondo i firmatari, una presa di posizione avrebbe dovuto rivolgersi soprattutto ai giovani che considerano i concorsi pubblici uno spazio accessibile attraverso lo studio, i sacrifici e il merito.
Il silenzio contestato nella nota, sostengono i gruppi, non offre rassicurazioni e non contribuisce a tutelare l’immagine della città, alimentando lo smarrimento di chi legge le notizie.
Le domande sugli avvicendamenti negli uffici
I gruppi chiedono inoltre di spiegare le ragioni di due cambiamenti che, secondo quanto riportano nel comunicato, sarebbero intervenuti a circa tre mesi dal concorso.
Il primo riguarda la sostituzione del responsabile dell’Ufficio di Polizia locale, che sedeva nella commissione di concorso, e il suo trasferimento a un altro ufficio. Il secondo interessa il passaggio della gestione del personale a un altro ufficio: anche in questo caso, la nota richiama il ruolo ricoperto in commissione dal dirigente precedentemente incaricato.
Sono circostanze sulle quali i firmatari sollecitano un chiarimento politico. La loro ricostruzione non consente, da sola, di stabilire un collegamento tra gli avvicendamenti e le notizie relative al concorso.
«La politica, questo vale per ogni schieramento, non emette sentenze», scrivono Uniti per Tutti, Liberamente e Progresso. «La politica riflette, analizza e comunica le ragioni dei propri atti e delle proprie decisioni».
Da qui la richiesta di un’assunzione di responsabilità a difesa dell’operato degli uffici. I gruppi criticano il ricorso a quelli che definiscono «freddi avvicendamenti» e richiamano, come considerazione generale espressamente distinta dalla singola vicenda, il rischio che la politica trasferisca altrove le proprie responsabilità.
L’intervento si conclude dunque con una richiesta di spiegazioni sulle scelte amministrative e di attenzione alla fiducia dei cittadini, senza formulare giudizi sulle eventuali responsabilità individuali.



