Cosenza, traffico di droga sull'asse con il Lazio: 4 braccialetti elettronici
- Matteo Cava

- 4 ore fa
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Operazione congiunta delle Squadre Mobili di Cosenza e Roma per bloccare un canale di spaccio interregionale. Disposte cinque misure cautelari e sequestrato un ingente quantitativo di stupefacenti destinati al mercato cosentino

Nel pomeriggio di ieri, 29 luglio 2026, la Polizia di Stato ha eseguito cinque misure cautelari tra la provincia di Cosenza e il Lazio, smantellando una presunta rete dedita al trasporto e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica e disposta dal G.I.P. del Tribunale di Cosenza.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile cosentina con il supporto operativo della Squadra Mobile di Roma, hanno permesso di intercettare e sequestrare un notevole quantitativo di droga. Secondo l'impianto accusatorio, il trasporto della sostanza veniva gestito materialmente da due soggetti residenti nel Lazio, i quali operavano per conto e nell'interesse di tre referenti attivi sul territorio cosentino.
Le misure cautelari e le tecniche di indagine
A seguito degli interrogatori preventivi di garanzia, il G.I.P. ha stabilito i seguenti provvedimenti per i cinque indagati:
4 persone sottoposte agli arresti domiciliari, con l'applicazione del dispositivo elettronico di controllo (braccialetto elettronico).
1 persona sottoposta alla misura dell'obbligo di dimora nel proprio comune di residenza.
L'impianto probatorio, costruito durante la delicata fase investigativa, si fonda su una fitta rete di accertamenti sul campo. Gli inquirenti si sono avvalsi di prolungati servizi di osservazione, controllo e pedinamento (OCP), supportati dall'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e da mirate attività tecniche di intercettazione.
Come doverosamente precisato dalla Procura della Repubblica di Cosenza, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità degli indagati in merito alle condotte illecite ipotizzate dovranno essere accertate nel successivo iter processuale, nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza.




