Colpo allo spaccio con l'operazione "Marracash” nella tendopoli di San Ferdinando

I carabinieri della compagnia di Gioia Tauro supportati in fase esecutiva dal nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno eseguito 8 ordinanze di misura cautelare a S. Ferdinando nella Piana di Gioia Tauro



GIOIA TAURO - 17 giu. 21 - Le misure sono state emesse dal Gip, su richiesta della procura della Repubblica presso il tribunale di Palmi, nei confronti di 6 cittadini italiani e 2 di origine centrafricana, nell’ambito dell’operazione denominata “Marracash”. Si inquadra in un’attenta attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti esistente nel centro abitato di San Ferdinando e all’interno della tendopoli ministeriale sul territorio comunale.

L’attività d’indagine, condotta dal comando stazione carabinieri di San Ferdinando in collaborazione con il nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gioia Tauro, nata a fine 2019 e conclusasi nell’estate scorsa, ha avuto origine dal controllo di un soggetto italiano F. R. M., impiegato presso il porto di Gioia Tauro. E' indagato per le attività di spaccio di sostanze stupefacenti a diversi suoi concittadini, da un casolare sito nella periferia del Comune di San Ferdinando e con l’ausilio di altri due suoi amici, P.G. ed A. F., quest’ultimo attualmente detenuto a seguito dell’ operazione di polizia denominata “Eclissi” contro le cosche di ‘ndrangheta di San Ferdinando.



Successivamente, nel corso delle indagini, è stata individuata un’altra donna italiana di San Ferdinando, B.C., dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti a cittadini residenti nello stesso centro, a San Costantino Calabro e Polistena, la quale si riforniva sia da. F. R. M. che presso la tendopoli di San Ferdinando dove prestava servizio allo sportello all’ingresso della stessa struttura di accoglienza.

La donna riceveva la sostanza stupefacente anche da un suo collega di lavoro di nome K. M., di nazionalità gambiana, operaio nella raccolta di rifiuti all’interno della tendopoli stessa, fulcro dello spaccio di sostanze stupefacenti sia nei confronti di cittadini africani lì domiciliati che di cittadini italiani residenti in San Ferdinando.

In ultimo, nell’attività investigativa, è emersa la figura di un altro cittadino gambiano, S. O., residente a Rosarno, ritenuto spacciatore di livello superiore poiché forniva la sostanza stupefacente al connazionale K. M. e coordinava l’attività illecita nelle zone ricadenti nei pressi della tendopoli stessa.

L’attività d’indagine, nel corso della quale sono stati documentati cinquantacinque episodi di spaccio, è stata condotta con metodi tradizionali e supportata da specifici strumenti di natura tecnica, compresa l’installazione di telecamere che hanno permesso di individuare altri due soggetti, B. M e L. A., italiani di San Ferdinando, i quali hanno fornito evidente supporto che ha permesso di favorire le attività illecite poste in essere dagli indagati.



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