Catanzaro, aste e fondi agricoli: sequestro disposto per 398 immobili
- Matteo Cava

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Cinque indagati destinatari di misure cautelari nell’operazione della Guardia di Finanza avviata il 7 settembre. L’inchiesta riguarda presunte turbative delle aste, riciclaggio e truffe sui contributi pubblici all’agricoltura
7 settembre 2026 - 12:02
di Matteo Cava

Catanzaro – Un sequestro preventivo di 398 immobili, tra fabbricati e terreni, dal valore stimato di 32,6 milioni di euro, e misure cautelari personali nei confronti di cinque indagati. Sono i principali provvedimenti disposti dal GIP del Tribunale di Catanzaro, la cui esecuzione è stata avviata nella mattinata del 7 settembre dalla Guardia di Finanza. L’indagine, coordinata dalla Procura distrettuale, riguarda una presunta associazione per delinquere attiva nelle aste immobiliari e nell’ottenimento illecito di fondi pubblici per l’agricoltura.
All’operazione partecipano i militari del Comando provinciale di Catanzaro e dello SCICO, il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata. Il comunicato della Procura riferisce anche di numerose perquisizioni.
Le misure: due in carcere, tre ai domiciliari
Il GIP ha disposto:
La custodia cautelare in carcere per due indagati, originari delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, nei cui confronti è stata riconosciuta, in questa fase cautelare, l’aggravante del metodo mafioso.
Gli arresti domiciliari per tre indagati del Catanzarese: due imprenditori e un avvocato.
Le contestazioni riguardano, a vario titolo, l’organizzazione, la promozione e la direzione di un’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio, all’autoriciclaggio, al reimpiego di denaro di provenienza illecita e alle truffe aggravate in materia di politica agricola comune.
Le ipotesi sulle aste e sui contributi agricoli
Secondo quanto comunicato dalla Procura, gli approfondimenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria/GICO di Catanzaro e dello SCICO avrebbero individuato una rete di società attive soprattutto nei settori immobiliare e agricolo.
Gli investigatori ritengono che tali società fossero intestate fittiziamente a coniugi, compagne, persone di fiducia e prestanome. La presunta organizzazione avrebbe operato per ottenere profitti propri e, nell’ambito di alcune procedure esecutive e fallimentari, per favorire soggetti descritti dalla Procura come di notevole spessore criminale.
Un altro filone riguarda aziende e società agricole che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state affidate a intestatari fittizi e utilizzate per partecipare ai bandi e ottenere contributi pubblici a fondo perduto.
I sequestri tra Calabria e Toscana
Il decreto dispone tre distinti sequestri preventivi:
Circa 2,5 milioni di euro in somme di denaro, nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone e Arezzo, anche in funzione della confisca per equivalente.
15 persone giuridiche operanti nel settore agricolo, nella provincia di Catanzaro, per un valore stimato di circa 1,6 milioni di euro.
398 immobili, tra fabbricati e terreni, nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Pisa, per un valore stimato di circa 32,6 milioni di euro.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi accusatorie dovranno essere verificate nelle successive fasi processuali: tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.



