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Catanzaro, sequestro da 800mila euro: una villa e tre imprese

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
12 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Il provvedimento riguarda beni riconducibili a un uomo condannato in via definitiva per partecipazione mafiosa. Secondo le indagini patrimoniali coordinate dalla Dda, il loro valore risulta sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

30 ottobre 2026 - 08:14


Catanzaro, sigilli a villa e tre imprese: sequestro da 800mila euro

CATANZARO — Tre terreni con annessa villa e tre imprese con l’intero compendio aziendale, per un valore complessivo di circa 800mila euro, sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza. Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro, Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.


Secondo il comunicato della Procura del 30 ottobre, i beni sono riconducibili a un uomo appartenente alla cosca di ’ndrangheta Scalise, federata con il clan Iannazzo di Sambiase, a Lamezia Terme. Il destinatario del provvedimento è stato condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per partecipazione ad associazione mafiosa.



Le indagini sui patrimoni

Gli accertamenti economico-patrimoniali, eseguiti dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e coordinati dalla Dda di Catanzaro, avrebbero evidenziato una sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità dell’uomo, i redditi dichiarati e l’attività lavorativa svolta.


Le Fiamme Gialle hanno inoltre ricostruito il quadro indiziario sulla cui base il Tribunale si è pronunciato sulla «pericolosità sociale qualificata» del destinatario, nell’ambito del procedimento di prevenzione previsto dal decreto legislativo 159 del 2011.



Il precedente dell’operazione Reventinum

L’uomo era stato coinvolto nell’operazione Reventinum, diretta dalla Dda di Catanzaro e riguardante l’organizzazione criminale attiva nel comprensorio dei comuni del Reventino tra il 2001 e il 2019.

La Procura ricorda che i vertici della cosca sono stati condannati anche per diversi omicidi.

Il sequestro è stato disposto ai sensi dell’articolo 20 del Codice antimafia. Il procedimento per l’eventuale confisca è ancora in corso: il contraddittorio davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro servirà a verificare la sussistenza dei relativi presupposti.

 
 
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