Bancarotta fraudolenta a Catanzaro: Onlus svuotata per 19 milioni, arrestato imprenditore
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Attività della Guardia di Finanza nel settore socio-sanitario: scatta il sequestro preventivo per una "newco" una fondazione e il divieto di esercizio professionale

24 febbraio 2026 - Ore 9.20
Un’articolata indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato oggi all'arresto di un noto imprenditore siciliano e al sequestro di una società operativa nel terzo settore. L’operazione nasce per contrastare gravi condotte di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio legate alla gestione di una storica Onlus catanzarese, attiva nell'assistenza ad anziani e disabili, ridotta al dissesto finanziario con un passivo di oltre 19 milioni di euro.
Lo schema della "Newco": come è stata svuotata la Onlus di Catanzaro
Le indagini, coordinate dalla Procura e supportate da verifiche contabili serrate, hanno svelato un meccanismo preordinato per "svuotare" l'ente assistenziale. Nonostante la Onlus versasse in stato di insolvenza sin dal 2016, accumulando debiti tributari e previdenziali monstre, i membri del Consiglio di Amministrazione, in concorso con l'imprenditore palermitano, avrebbero attuato un piano di distrazione patrimoniale.
Il cuore della frode risiede nella creazione di una "newco", una nuova società partecipata al 51% da una S.p.A. siciliana riconducibile all'indagato. Alla nuova entità è stato fittato l’intero complesso operativo della Onlus senza alcun corrispettivo per quattro anni, privando l'ente di circa 4,2 milioni di euro che avrebbero potuto risanare i debiti.
Il ruolo dell'imprenditore siciliano e l'accusa di autoriciclaggio
L’imprenditore, ora agli arresti domiciliari, è accusato non solo di aver orchestrato il fallimento pilotato, ma anche di autoriciclaggio. Secondo gli inquirenti, la "newco" non serviva solo a gestire i servizi di riabilitazione e gli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, ma fungeva da "cassaforte" per drenare liquidità a favore della società madre siciliana.
Le Fiamme Gialle hanno evidenziato un abuso di posizione dominante che ha permesso il trasferimento di fondi senza alcuna giustificazione economica. Per questo motivo, il GIP ha disposto:
La misura cautelare degli arresti domiciliari per l'imprenditore.
Il divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali.
Il sequestro preventivo impeditivo della nuova società.
Il sequestro per equivalente di oltre 644 mila euro, corrispondente agli utili illeciti maturati nel biennio 2022-2023.
Conseguenze legali e responsabilità amministrativa (D.Lgs. 231/2001)
L’inchiesta non colpisce solo le persone fisiche. La Procura ha contestato alla "newco" l'illecito amministrativo previsto dal D.Lgs. 231/2001, in relazione ai reati di autoriciclaggio commessi dal suo legale rappresentante. Questo sottolinea la gravità di un sistema che, secondo l'accusa, ha trasformato un servizio essenziale per la comunità — l'assistenza ai disabili — in uno strumento di profitto illecito e spoliazione patrimoniale.
Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino alla verifica dibattimentale.

































