Belvedere, omicidio Dimova: la solidarietà dei consiglieri d'opposizione ai familiari

Dopo più di una settimana, la cittadina è in attesa di risposte



BELVEDERE – 9 set. 20 - Dopo più di una settimana dal violento omicidio che ha visto coinvolta la donna bulgara, Aneliya Dimova, di 55 anni, i cittadini di Belvedere attendono ancora risposte dagli investigatori che sono impegnati a capofitto nelle indagini. Un “caso” non semplice da risolvere in quanto gli elementi principali sembrano concentrarsi tutti nella casa degli orrori, al centro storico di Belvedere Marittimo dove la donna è stata letteralmente massacrata dal suo assassino. E' in quegli spazi, fra quattro mura, che potrebbe trovarsi la lettura dell'omicidio. E, intanto, a distanza di un po' di giorni, placata la preoccupazione del momento, si registra un intervento politico. Quello dell'opposizione di Belvedere Città futura che esprime solidarietà ai familiari. Alcuni dei quali hanno dovuto abbandonare il lavoro in altre parti d'Italia per venire nel centro tirrenico e cercare di capire perché sia avvenuta una tragedia così grande.



Belvedere città futura scrive in una nota: “Aneliya Dimova, questo è il nome di un’altra vittima di violenza nella nostra cittadina. Pur non essendo nativa di Belvedere, si era perfettamente integrata nella nostra comunità e ne faceva ormai parte, come se vi fosse appartenuta da sempre, con il suo sorriso e con il suo splendido carattere”. La donna bulgara, purtroppo non è la prima vittima di violenza. La città di Belvedere è stata segnata anche dall'omicidio di Silvana Rodrigues, avvenuto nel dicembre del 2015. In questo caso, al momento ci sarebbe un unico responsabile, condannato al secondo grado di giudizio. Il gruppo di minoranza “Belvedere città futura” nella nota diffusa esprime solidarietà ai familiari di Aneliya Dimora. “Domenica 30 agosto – si legge - tutti siamo rimasti profondamente scossi non solo per la prematura morte di Aneliya, ma soprattutto per l’efferatezza e la violenza ancora una volta usata su una persona e ancor peggio su una donna. Profondamente e sinceramente addolorati per questo terribile evento, avvertiamo oggi, ancora una volta, purtroppo, la necessità di maggiori e più efficaci controlli e di maggiore sicurezza, affinchè episodi di questo genere, che non appartengono all’indole e alla storia della nostra comunità, ma a cui abbiamo dovuto assistere negli ultimi anni, non accadano più. Partecipiamo al dolore della famiglia e dei tanti amici che sinceramente amavano Aneliya”.

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