"Appalto Amico", l'ex sindaco Marsiglia assolto in Cassazione

Marsiglia: «Ho sempre agito nel rispetto della legalità». Soddisfazione degli avvocati Gaeta e Carratelli



AIETA – 9 apr. 22 - Assoluzione confermata per l'ex sindaco di Aieta, Gennaro Marsiglia. La VI Sezione Penale della Corte di Cassazione, ha rigettato il ricorso della pubblica accusa e confermato l’assoluzione per Gennaro Marsiglia. “Finalmente – affermano i legali - l’uomo politico, il professionista e, soprattutto, il padre, esce da un incubo giudiziario (ma non solo) durato sei lunghissimi anni, in cui è stato anche privato della libertà personale per circa sei mesi”. Come è noto, i reati contestati riguardavano la pubblica amministrazione: corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio (per un periodo compreso tra il 2009 ed il 2017); turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. All’udienza preliminare, la difesa, rappresentata dagli avvocati Nicola Carratelli ed Alessandro Gaeta, aveva chiesto ed ottenuto di procedere con il rito abbreviato condizionato all’acquisizione di una serie di documenti.



Il Tribunale di Paola, dopo la requisitoria del Pm e le arringhe difensive, aveva condannato Marsiglia alla pena di 4 anni di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed alla confisca di 42.671 euro, corrispondenti al profitto del reato. “Sentenza dagli effetti devastanti – è il commento - non solo sotto l’aspetto umano, ma anche se si considera, al di là dell’uomo, il ruolo pubblico svolto da Marsiglia che, all’epoca dei fatti, era sindaco di Aieta, e, da dottore commercialista, era titolare di un avviato studio con consolidati rapporti di collaborazione e consulenza sia con privati che con diversi Enti Pubblici”. La Corte di Appello di Catanzaro, il 24 maggio 2021, aveva riformato la sentenza e per alcuni capi di imputazione aveva ritenuto che “il fatto non sussiste”. L'accusa ha proposto ricorso in Cassazione il cui esito è stato la conferma della sentenza di appello. «Come è facile intuire – ha commentato Marsiglia - tra le cose che mi hanno fatto e mi fanno stare più male, vi è quella di essere stato accusato ingiustamente di condotte che non solo non ho mai posto in essere, ma che non mi appartengono per educazione civica e morale. Ho sempre agito nel rispetto delle regole, con la consapevolezza che il proprio agire deve essere da esempio, ancor di più se si ha famiglia, ed io ce l’ho. Posso lasciare solo all’immaginazione di chi legge tutto quello che in questi anni ho dovuto subire a causa di accuse del tutto infondate. È vero! La Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria, ma gli strascichi di questa vicenda vanno ben oltre le aule di giustizia, lasciano un segno indelebile che non mi consentirà più di riappropriarmi della vita che avevo prima. Approfitto per ringraziare pubblicamente tutte le persone che mi sono state vicine».



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