top of page

Tirreno cosentino, sequestrato impianto di carburanti: scarichi nel fiume Noce, cinque denunciati

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

I Carabinieri Forestale di Scalea hanno eseguito il sequestro su delega della Procura di Paola. Contestati scarichi non depurati, rifiuti speciali pericolosi e rischio per l’ecosistema fluviale


Tirreno cosentino, sequestrato un distributore: contestati scarichi non depurati nel fiume Noce


Un impianto di distribuzione carburanti sulla costa tirrenica cosentina è stato sequestrato il 2 luglio 2026 dai Carabinieri Forestale del Nucleo di Scalea, su delega della Procura della Repubblica di Paola. Secondo gli accertamenti, l’attività avrebbe provocato un grave rischio ambientale lungo le sponde del fiume Noce a causa di scarichi non depurati, gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e assenza di autorizzazioni ambientali. Cinque persone sono state denunciate tra gestori, dipendenti e responsabili.



L’intervento dei Carabinieri Forestale

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Scalea, nell’ambito di verifiche disposte dall’Autorità giudiziaria. Il provvedimento ha riguardato un distributore di carburanti realizzato su una superficie di circa mille metri quadrati, insieme a una condotta interrata e alla tubazione di scarico.

Secondo quanto comunicato dalla Regione Carabinieri Forestale “Calabria” – Gruppo di Cosenza, gli accertamenti avrebbero evidenziato «un grave inquinamento ambientale dovuto a scarichi fognari e industriali non depurati» che confluivano lungo le sponde del fiume Noce.



Cosa è stato riscontrato nell’impianto?

Al centro dell’inchiesta vi sarebbe lo sversamento continuo delle acque meteoriche di dilavamento. Si tratta delle acque che, attraversando piazzali e superfici dell’impianto, possono raccogliere residui di idrocarburi, oli minerali e metalli pesanti.

Secondo l’ipotesi investigativa, queste acque sarebbero finite direttamente nel corpo idrico superficiale del fiume Noce attraverso una condotta interrata lunga circa 130 metri. La situazione sarebbe stata determinata dalla totale assenza di manutenzione dell’impianto depurativo, risultato inoltre privo di Autorizzazione Unica Ambientale.



Rifiuti, vasche sature e sicurezza antincendio

Le verifiche dei militari dell’Arma Forestale avrebbero fatto emergere anche altre criticità. Tra queste, l’assenza del registro rifiuti, la presenza di vasche di depurazione sature, scarichi fognari ritenuti illeciti e la mancata conformità antincendio.

Nel comunicato si parla di «gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e inquinamento ambientale» con un «rischio elevato per l’ecosistema fluviale».



Le persone denunciate e la fase del procedimento

Sono cinque le persone denunciate, a vario titolo, tra gestori, dipendenti e responsabili dell’impianto. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le persone coinvolte devono essere considerate presunte innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile.

Il sequestro disposto dall’Autorità giudiziaria mira a interrompere le condotte contestate e a preservare l’area interessata dagli scarichi, in attesa degli ulteriori sviluppi investigativi.




canale whatsapp miocomune

👇 Iscriviti e attiva la campanellina!
 

Miocomune accesso a whatsapp
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
telegram miocomune

contatto mail: miocomune@gmail.com

Iscriviti ai nostri canali per essere sempre informato
Clicca sulle icone, andrai direttamente ai nostri social

bottom of page