Scalea, 36,4 milioni di residui attivi: riscossioni ferme all’1,53%
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Il Consiglio comunale del 29 luglio approva assestamento di bilancio e tariffe Tari. Scontro tra maggioranza e opposizione sulla tenuta della cassa, sui contenziosi e sui costi del servizio rifiuti affidato a Mia Srl

Il Consiglio comunale di Scalea ha approvato, nella seduta del 29 luglio 2026, l’assestamento generale, la salvaguardia degli equilibri e la variazione al bilancio di previsione. Il confronto si è concentrato sui 36,4 milioni di euro di residui attivi, sulle riscossioni ferme all’1,53%, sul saldo di cassa negativo per 707mila euro e sulla gestione del servizio di igiene urbana.
La seduta, durata circa un’ora, ha registrato un duro confronto tra la maggioranza e i consiglieri di opposizione. Al centro del dibattito anche il Piano economico finanziario 2026-2029 del servizio rifiuti e le tariffe Tari, che resteranno invariate.
Residui attivi per 36,4 milioni di euro
L’assessore al Bilancio Giovanna Versace ha rassicurato il Consiglio sulla tenuta economica dell’ente, indicando nel recupero delle entrate arretrate una delle priorità dell’amministrazione.
«Il nostro obiettivo rimane [...] quello di intensificare la riscossione dei tributi locali, soprattutto quelli degli anni precedenti, i cosiddetti residui attivi», ha spiegato Versace.
Il consigliere di minoranza Giacomo Perrotta ha contestato la reale possibilità di incassare una parte consistente dei crediti iscritti nel bilancio. Il gruppo Scalea Oltre, nella nota diffusa dopo il Consiglio, ha richiamato i dati contenuti nel parere del Revisore dei conti.
I principali numeri indicati sono:
36.394.713,16 euro di residui attivi;
557.625 euro di riscossioni;
una percentuale complessiva di riscossione dell’1,53%;
circa 18,8 milioni di euro di crediti extratributari iscritti al Titolo III;
una percentuale di riscossione dello 0,01% per il Titolo III;
3.631.000 euro accantonati nel Fondo crediti di dubbia esigibilità;
un saldo di cassa negativo pari a 707.036,82 euro.
«Voi state coprendo spese reali con crediti che non esistono», ha affermato Perrotta durante la seduta. Il consigliere ha poi sostenuto che «l’ente non ha i soldi per onorare gli impegni», collegando la propria valutazione al dato negativo della cassa.
Scalea Oltre ritiene che il Fondo crediti di dubbia esigibilità non sia adeguatamente proporzionato al valore complessivo dei crediti e ai livelli di riscossione registrati. Si tratta di una valutazione politica e contabile del gruppo di minoranza, formulata sulla base dei documenti esaminati.
Il rischio di anticipazioni onerose
Nel confronto è stato richiamato anche un passaggio della relazione del responsabile dell’area finanziaria sulle difficoltà nella gestione della liquidità comunale.
Nel documento si legge che «le difficoltà nella gestione di cassa potrebbero derivare dalla lentezza nelle riscossioni, con il conseguente rischio di ricorrere all’utilizzo di fondi vincolati in termini di cassa o ad anticipazioni onerose del tesoriere».
Secondo Scalea Oltre, il possibile ricorso ai fondi vincolati o alle anticipazioni del tesoriere rappresenterebbe un segnale di sofferenza finanziaria. La posizione dell’amministrazione resta invece legata alla necessità di rafforzare la riscossione, soprattutto per le annualità pregresse.
Le transazioni e i pareri del Revisore
Un ulteriore terreno di scontro ha riguardato due transazioni inserite nella salvaguardia di bilancio, indicate ai punti 3 e 6. Secondo la nota della minoranza, entrambe erano state oggetto di parere non favorevole del Revisore unico nei verbali numero 33 e 34 del 14 luglio 2026.
La maggioranza ha comunque approvato la variazione riguardante il settore Contenzioso. Il vicesindaco D’Anna ha precisato che il voto non riguardava l’approvazione definitiva degli accordi. «Non approviamo la transazione. Noi facciamo una variazione di bilancio», ha chiarito D’Anna. L’amministrazione, secondo quanto spiegato in Aula, ha spostato le risorse all’interno dei fondi destinati ai contenziosi. Le eventuali transazioni definitive dovranno essere sottoposte nuovamente al Consiglio comunale.
I rilievi sui progetti PNRR
Scalea Oltre ha sollevato perplessità anche sulla documentazione relativa agli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Secondo il gruppo consiliare, dagli atti non risulterebbero indicate in maniera completa, per diversi progetti, le date delle anticipazioni, dei pagamenti e della relativa cassa vincolata. Non sarebbero state compilate neppure alcune voci riguardanti il raggiungimento degli obiettivi al 30 giugno 2026.
La minoranza ha segnalato inoltre la presunta assenza di una parte della documentazione ritenuta necessaria per valutare l’assestamento. In particolare, ha richiamato:
le relazioni dei responsabili di settore sulle entrate;
la dichiarazione sull’assenza di variazioni sostanziali dei residui;
il cronoprogramma dei lavori pubblici;
la completa valorizzazione dei fondi vincolati.
Si tratta di rilievi contenuti nella nota politica di Scalea Oltre, sui quali il gruppo ha fondato il proprio voto contrario.
Tari invariata e tre scadenze nel 2026
Il terzo punto discusso ha riguardato il Piano economico finanziario 2026-2029 e le tariffe della tassa sui rifiuti. L’assessore Versace ha confermato il mantenimento delle tariffe attuali.
Le scadenze per il pagamento sono state fissate al:
1° settembre 2026;
3 novembre 2026;
10 dicembre 2026.
Versace ha collegato la possibilità di una futura riduzione della Tari al miglioramento della raccolta differenziata e alla diminuzione dei quantitativi destinati agli impianti di smaltimento.
«Solo facendo una buona raccolta differenziata e quindi diminuendo i conferimenti in discarica si può abbassare e risparmiare sulla Tari», ha dichiarato l’assessore.
Il confronto sui costi di Mia Srl
L’opposizione ha contestato i costi inseriti nel Piano economico finanziario del servizio affidato a Mia Srl. Perrotta, richiamando i rilievi attribuiti all’Autorità rifiuti e risorse idriche della Calabria, ha parlato di un’anomalia superiore a un milione di euro.
«I dati economici trasmessi dal gestore MIA sono risultati palesemente incongruenti rispetto al perimetro e alla consistenza dei servizi attivati dal Comune di Scalea», ha riferito il consigliere citando il contenuto dei rilievi di Arrical.
Nel corso del dibattito, il vicesindaco D’Anna ha comunicato che il Comune ha applicato diverse sanzioni alla società per contestate inadempienze contrattuali.
È emersa anche un’anomalia relativa alle utenze delle isole ecologiche. Al momento della loro consegna, secondo quanto riferito in Aula, sarebbe stato accertato che «la Srl non pagava l’acqua». L’amministrazione ha quindi disposto l’iscrizione a ruolo dei consumi che non risultavano tracciati.
Il contratto con Mia Srl scadrà il 22 giugno 2027. Entro quella data il Comune dovrà definire il futuro assetto del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.
Il voto di Licursi e l’assenza del sindaco
L’ex sindaco e attuale consigliere Gennaro Licursi ha riconosciuto le difficoltà che da tempo gravano sui conti comunali, invitando maggioranza e opposizione a non trasformare il confronto finanziario in uno scontro contro l’intera comunità.
«Io ho avuto sempre un tema: quello di cercare sempre di difendere il mio paese», ha dichiarato Licursi.
L’ex primo cittadino ha votato contro il punto relativo agli equilibri di bilancio e si è astenuto sulla Tari.
Scalea Oltre ha contestato anche l’assenza del sindaco durante una seduta considerata decisiva per la vita finanziaria dell’ente. La minoranza ha ricordato che una situazione analoga si sarebbe verificata anche nell’anno precedente, in occasione del Consiglio dedicato alla salvaguardia degli equilibri.
Il gruppo ha quindi espresso voto contrario all’assestamento, richiamando quelle che considera criticità finanziarie, contabili e amministrative. Dopo l’approvazione, l’attenzione resta concentrata sulla capacità del Comune di recuperare i crediti arretrati, riequilibrare la cassa e verificare i costi del servizio rifiuti in vista della scadenza contrattuale del 22 giugno 2027.




