Santa Maria del Cedro, operazione Freeland: assoluzione confermata per Angelo Zito

La Corte d’Appello di Trento ha respinto l’impugnazione dell’accusa, confermando la formula «perché il fatto non sussiste». Il commerciante, originario del comune cosentino, era stato arrestato nel giugno 2020.
14 ottobre 2026 – 17:01
di Matteo Cava

SANTA MARIA DEL CEDRO (CS) – Confermata in appello l’assoluzione di Angelo Zito, commerciante originario di Santa Maria del Cedro e da tempo domiciliato in Trentino-Alto Adige, coinvolto nell’inchiesta “Freeland”. La Corte d’Appello di Trento ha rigettato nel merito l’impugnazione proposta dal pubblico ministero Ognibene, della Direzione distrettuale antimafia, confermando la sentenza pronunciata nel marzo 2024 dal giudice dell’udienza preliminare di Trento.
Resta dunque ferma l’assoluzione «perché il fatto non sussiste». La pronuncia è stata emessa all’esito dell’udienza in camera di consiglio dal collegio presieduto da Angelo Di Fazio.
La soddisfazione della difesa
Soddisfazione è stata espressa dai difensori di Zito, gli avvocati Andrea Napolitano, del Foro di Paola, e Andrea Stefenelli, del Foro di Trento.
«La decisione della Corte d’Appello – dichiara Napolitano – conferma quanto sosteniamo sin dal momento dell’arresto: l’assoluta estraneità del nostro assistito alle contestazioni che gli erano state mosse, compresa l’ipotesi di un suo coinvolgimento nel sequestro Celadon».
Il legale sottolinea che, nel corso del procedimento, la difesa ha depositato documenti e memorie per sostenere l’assenza di elementi idonei a fondare le accuse.
«Ci auguriamo – prosegue – che questa pronuncia possa mettere finalmente la parola fine a una vicenda giudiziaria durata oltre sei anni, che ha inciso profondamente sulla vita di Angelo Zito».
Secondo quanto ricordato dalla difesa, il commerciante ha trascorso 50 giorni in carcere e ha affrontato un processo nel quale l’accusa aveva chiesto una condanna a otto anni di reclusione. Alla richiesta era seguita l’assoluzione in primo grado, ora confermata dalla Corte d’Appello.
Dall’arresto del 2020 alla conferma dell’assoluzione
Zito era stato arrestato il 9 giugno 2020 nell’ambito dell’operazione “Freeland”, coordinata dalla DDA di Trento. Le contestazioni iniziali comprendevano la partecipazione a un’associazione mafiosa, il tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e la tentata estorsione, con l’aggravante della finalità di agevolare una presunta consorteria di ’ndrangheta operante in Alto Adige.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il commerciante avrebbe avuto un ruolo nelle attività estorsive del gruppo.
Nella fase cautelare, le impugnazioni dei difensori avevano già ottenuto provvedimenti favorevoli in relazione alle contestazioni di partecipazione all’associazione mafiosa e tentato sequestro. Il Tribunale del riesame aveva poi accolto le ulteriori istanze relative alla tentata estorsione, disponendo la scarcerazione di Zito.
Il procedimento di merito si era concluso nel marzo 2024 con l’assoluzione. La decisione d’appello conferma ora quell’esito.
«La conferma dell’assoluzione – conclude Napolitano – restituisce centralità all’esito del processo e alla posizione di un uomo che ha affrontato per anni accuse gravissime e una forte esposizione mediatica».



