Rossano, aggredito agente di Polizia Penitenziaria: ferita all'arcata sopracciliare con sette punti di sutura

Un detenuto del carcere di Rossano ha colpito violentemente al volto un poliziotto penitenziario, provocandogli una prognosi di dieci giorni. Il sindacato Sappe lancia l'allarme sul sovraffollamento e presenta le richieste per un piano di emergenza nazionale

Nel carcere di Rossano, un agente della Polizia Penitenziaria è stato vittima di un'aggressione da parte di un detenuto. Il poliziotto è stato colpito all'arcata sopracciliare, riportando una profonda lesione che ha richiesto l'applicazione di sette punti di sutura presso il pronto soccorso e una prognosi di dieci giorni.
L'allarme del sindacato Sappe
L'episodio solleva nuovamente la questione dell'ordine e della sicurezza all'interno degli istituti penitenziari. Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), e Francesco Ciccone, segretario nazionale, hanno denunciato la gravità della situazione.
"La situazione nelle carceri è sempre più grave, a causa di una popolazione detenuta che non rispetta le regole - affermano i vertici sindacali - perché convinta di poter fare ciò che vuole".
Le richieste per un piano di emergenza nazionale
Per ripristinare un adeguato livello di legalità e sicurezza, i rappresentanti del Sappe sollecitano un piano di intervento strutturale. Secondo i dati diffusi dal sindacato, le carceri italiane ospitano attualmente oltre 65.000 detenuti, con un esubero di circa 15.000 unità rispetto ai posti regolarmente previsti.
Le misure tecniche e organizzative richieste dal sindacato includono:
Assunzioni urgenti: reclutamento di almeno 5.000 nuovi agenti nei prossimi due anni per colmare le carenze di organico.
Riorganizzazione regionale: suddivisione degli istituti in tre categorie (massima sicurezza, media sicurezza e custodia attenuata) per facilitare l'isolamento dei detenuti violenti.
Schermatura tecnologica: implementazione di sistemi per inibire l'utilizzo dei telefoni cellulari introdotti illegalmente nelle strutture.
Misure deflattive: potenziamento delle alternative alla detenzione e un maggiore impiego del braccialetto elettronico.
Gestione sanitaria: trasferimento dei detenuti tossicodipendenti e di quelli con problemi psichiatrici in strutture di cura specializzate, al fine di garantire i trattamenti necessari ed evitare criticità gestionali.
L'adozione di questo piano di emergenza è ora al vaglio delle istituzioni competenti, nel tentativo di prevenire ulteriori episodi di violenza contro il personale di custodia e ridurre la pressione sulle strutture penitenziarie.



