Paola, tributi: bocciata la mozione per fermare i pignoramenti sui conti correnti

La maggioranza respinge la richiesta di Di Natale, Cassano e Politano sulla riscossione affidata alla Sogert. Nel dibattito emergono l’assenza della delibera consiliare e il parere non favorevole alla proposta di convalida degli atti.
30 ottobre 2026 - 11:47
di Matteo Cava

PAOLA – Il Consiglio comunale di Paola ha respinto, con i voti della maggioranza, la mozione che chiedeva di sospendere immediatamente le procedure esecutive sui conti correnti dei contribuenti nell’ambito della riscossione affidata alla Sogert. Nell’aula “Francesco Lo Giudice” del Complesso di Sant’Agostino, il confronto si è concentrato sull’assenza di una preventiva delibera consiliare sulle modalità di gestione del servizio e sulle conseguenze dei pignoramenti avviati nel gennaio 2026.
A presentare la richiesta sono stati i consiglieri di minoranza Graziano Di Natale, Antonio Cassano e Giovanni Politano. La bocciatura lascia aperta la questione amministrativa discussa in aula, dopo il parere non favorevole della responsabile del settore Finanziario sulla proposta di convalida illustrata dalla vicesindaca Maria Pia Saragò.
L’affidamento alla Sogert e i conti bloccati
Al centro della contestazione c’è la determina dirigenziale n. 441 del 2024. Secondo i promotori della mozione, l’affidamento avrebbe dovuto essere preceduto da un voto del Consiglio comunale sulle modalità di gestione della riscossione.
A riportare la vicenda nel dibattito consiliare sono stati i pignoramenti che, nel gennaio 2026, hanno determinato il blocco dei conti di diversi contribuenti. L’opposizione ha sollevato rilievi anche sulle modalità delle notifiche preventive. Andrea Signorelli ha definito quello adottato «un metodo selvaggio, ingiustificato».
Il confronto ha così intrecciato due questioni: la regolarità del percorso amministrativo seguito per affidare il servizio e la tutela dei cittadini raggiunti dagli atti esecutivi.
Di Natale richiama la comunicazione del legale della società
Nel suo intervento, Di Natale ha richiamato una comunicazione del 19 maggio 2026 dell’avvocato Pietro Di Benedetto, legale della Sogert, indirizzata ai vertici del Comune e al settore Bilancio.
Secondo la ricostruzione del consigliere di minoranza, la società aveva segnalato la mancanza della delibera consiliare, sollecitandone l’adozione e prospettando un’azione per danni e una segnalazione alla Corte dei conti della Calabria.
«Invito i destinatari, il sindaco, il segretario comunale e il responsabile del settore bilancio ad adottare con urgenza la delibera del consiglio comunale», è il passaggio della comunicazione letto in aula.
Per Di Natale, la risposta da dare resta la sospensione: «Sospendere l’esecuzione e quindi il mandato alla Sogert, non ci sono altre scelte».
Saragò: il vizio negli affidamenti e il tentativo di convalida
La vicesindaca e assessore al Bilancio Maria Pia Saragò ha riconosciuto la criticità relativa al mancato passaggio consiliare, estendendo il problema anche agli affidamenti precedenti.
«Questi affidamenti che sono intercorsi non solo nel 2024 ma sin dal 2018 avevano un vizio di legittimità che era proprio l’affidamento che è competenza esclusiva del consiglio comunale», ha dichiarato.
Saragò ha quindi illustrato il tentativo di intervenire attraverso una convalida degli atti con effetto retroattivo. Nella spiegazione fornita in aula, la proposta mirava a proteggere le entrate comunali e ad affrontare il rischio di contenziosi, tenendo conto anche delle ragioni dei contribuenti.
«Ho elaborato una proposta che andasse proprio nella direzione dell’utilizzo dell’istituto della convalida per mettere a riparo anche le entrate», ha spiegato.
La proposta ha però ricevuto il parere non favorevole della responsabile del settore Finanziario, Mannarino. Un passaggio che ha fermato la soluzione predisposta dall’assessorato, lasciando aperta la ricerca di un diverso percorso amministrativo.
Il confronto sulle responsabilità e sulla tutela dei contribuenti
L’assessore al Contenzioso Fiorito ha ricordato i pignoramenti che a gennaio hanno bloccato i conti dei contribuenti «in maniera molto, diciamo, aggressiva». Nel suo intervento ha rivendicato l’impegno della giunta per tutelare l’equilibrio finanziario del Comune.
Il consigliere di maggioranza Falbo ha invece respinto l’attribuzione di responsabilità all’attuale amministrazione per l’affidamento contestato: «Noi non abbiamo nessuna responsabilità. Se l’atto è stato viziato, non è stata colpa di questa amministrazione e di questi consiglieri comunali».
Sul fronte della minoranza, Cassano ha denunciato i ritardi nell’accesso agli atti, collegando la disponibilità dei documenti alla possibilità di valutare compiutamente la vicenda.
«Se non ci vengono dati i documenti, mi diventa difficile farmi un’idea, esprimere un’opinione su ciò che non vedo», ha affermato, sollecitando anche accordi stragiudiziali con i contribuenti.
Politano ha richiamato le criticità degli affidamenti a partire dal 2018 e, insieme, la necessità di assicurare la riscossione delle entrate per garantire i servizi pubblici.
Respinta la sospensione, resta da individuare una soluzione
Il voto della maggioranza ha dunque respinto la richiesta di fermare le procedure esecutive. La proposta di convalida illustrata da Saragò, a sua volta, non ha superato il parere del settore Finanziario.
Resta attesa una soluzione alternativa da parte dell’ufficio finanziario. La vicenda si inserisce nel più ampio quadro dei conti comunali, con il piano di riequilibrio pluriennale al vaglio della Corte dei conti e il futuro della gestione delle entrate ancora al centro del confronto politico.



