Omicidio di Erdi Varaku a Bra, arrestato a Cetraro un 36enne
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Svolta dopo oltre quattro mesi di indagini: il giovane era stato trovato morto nelle campagne di Pollenzo. Gli investigatori seguono la pista legata al mondo dello spaccio

I carabinieri hanno arrestato a Cetraro, in provincia di Cosenza, un uomo di 36 anni, indicato con le iniziali J.A.G., ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio di Erdi Varaku, il 25enne trovato senza vita il 20 febbraio scorso nelle campagne di Pollenzo, alle porte di Bra in provincia di Cuneo. Il provvedimento è stato eseguito su disposizione della Procura della Repubblica di Asti al termine di una lunga attività investigativa. Al centro dell’inchiesta resta il possibile movente legato a contrasti maturati nel contesto dello spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato rintracciato nel comune tirrenico cosentino, dove secondo quanto ricostruito si sarebbe trasferito pochi giorni dopo il delitto. L’operazione è stata condotta dai militari dell’Arma di Bra e Cuneo, con il supporto dei reparti specializzati di Torino e Reggio Calabria.
Il corpo trovato accanto all’auto nelle campagne di Pollenzo
La morte di Erdi Varaku aveva scosso profondamente il territorio braidese. Il corpo del 25enne era stato scoperto da un passante in località Pollenzo, in un’area di campagna, accanto alla sua automobile. Fin dai primi accertamenti, la scena aveva indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi di una morte violenta.
A chiarire il quadro era stato l’esame autoptico. Il giovane era stato ucciso con un colpo di arma da fuoco esploso alla nuca, una modalità che aveva fatto pensare a un’esecuzione. Da quel momento le indagini si sono concentrate sui rapporti della vittima, sulle sue frequentazioni e sulle attività che avrebbero potuto spiegare il movente del delitto.
Le perquisizioni e la pista dello spaccio
Nel corso degli accertamenti successivi, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni che hanno portato alla luce elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti. Nell’abitazione di Varaku sarebbero stati trovati 54 grammi di cocaina, marijuana, denaro contante e materiale per il confezionamento delle dosi.
Ulteriori riscontri sarebbero arrivati da un garage riconducibile alla vittima, dove sono stati sequestrati armi rubate con matricola abrasa, circa 160 grammi di cocaina e quasi un chilogrammo di marijuana. Un quadro che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe rafforzato la pista di un delitto maturato nell’ambiente del traffico di droga.
Gli investigatori hanno quindi lavorato per ricostruire la rete di contatti del 25enne e verificare l’esistenza di possibili contrasti economici o tensioni legate al controllo delle attività di spaccio.
Indagini tra Piemonte e Calabria
L’attività investigativa si è sviluppata per mesi attraverso verifiche, incroci di dati, analisi telefoniche e approfondimenti sul territorio. La svolta è arrivata con l’arresto del 36enne a Cetraro, nel cosentino, dove l’uomo era stato localizzato dopo il suo allontanamento dal Piemonte.
Sul contenuto degli elementi raccolti a suo carico gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Una cautela che lascia intendere come l’inchiesta non possa dirsi ancora conclusa. Restano da chiarire, in particolare, il movente esatto dell’omicidio e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
Cosa resta da chiarire sull’omicidio di Erdi Varaku?
La pista ritenuta al momento prevalente è quella di un delitto maturato in un contesto legato agli stupefacenti, forse per contrasti economici o per dinamiche interne al controllo dello spaccio. Nessuna ricostruzione ufficiale definitiva, tuttavia, è stata resa nota dalla Procura e la persona fermata è da ritenersi innocente fino a prova contraria.
L’arresto del 36enne rappresenta comunque un passaggio decisivo in un’indagine che aveva attirato l’attenzione non solo nel Cuneese ma in tutto il Piemonte. Un omicidio consumato in piena campagna, apparentemente senza testimoni, che ora registra una prima svolta investigativa.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il quadro accusatorio resterà circoscritto al presunto responsabile arrestato a Cetraro o se dagli sviluppi dell’inchiesta emergeranno ulteriori responsabilità.











