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Terme Luigiane, interrogazione di Madeo alla Regione: «Chiarezza su lavori, investimenti e piano di rilancio»

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

La consigliera regionale di minoranza Rosellina Madeo chiede alla Regione Calabria lo stato reale degli interventi sul complesso termale tra Acquappesa e Guardia Piemontese. Al centro dell’atto anche il ruolo di Terme Sibarite, il recupero dello stabilimento San Francesco e la scadenza della concessione delle acque nel 2036


Interrogazione di Rosellina Madeo alla Regione Calabria sul futuro delle Terme Luigiane


Terme Luigiane, la Regione chiamata a rispondere sul futuro del complesso termale

La consigliera regionale di minoranza Rosellina Madeo ha depositato un’interrogazione per chiedere alla Regione Calabria chiarimenti sul futuro delle Terme Luigiane, il complesso termale che insiste tra i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, nel Tirreno cosentino. L’atto punta a conoscere lo stato dei lavori di ammodernamento, il piano di sviluppo, gli investimenti programmati e le risorse disponibili per rilanciare una struttura considerata strategica sul piano turistico, sanitario, economico e occupazionale.


Il documento arriva in una fase delicata per il compendio termale, reduce da anni di incertezza amministrativa e gestionale. Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di trasformare gli impegni assunti dalla Regione in atti verificabili, cronoprogrammi, finanziamenti e interventi concreti.

Nell’interrogazione si chiede di conoscere «il reale stato dei lavori di ammodernamento strutturale e di rilancio del complesso delle terme Luigiane che insistono sul territorio tra i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese».





Il nodo dell’accordo del 2022 con Acquappesa e Guardia Piemontese

L’atto richiama l’accordo sottoscritto nel 2022 tra la Regione Calabria e i Comuni interessati. L’intesa era finalizzata a garantire la continuità delle attività termali e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

In quella fase era stata individuata nella società Terme Sibarite S.p.A., interamente partecipata dalla Regione Calabria, il soggetto incaricato della gestione della stazione termale.

Madeo richiama espressamente quel passaggio: «Nel caso di suddetto complesso termale nel 2022, al fine di garantire la continuità delle attività e la salvaguardia dei livelli occupazionali, la Regione Calabria ha sottoscritto un accordo con i Comuni interessati individuando nella società Terme Sibarite S.p.A., interamente partecipata dalla Regione, il soggetto incaricato della gestione della stazione termale».



Quali lavori sono previsti per le Terme Luigiane?

Uno dei punti principali dell’interrogazione riguarda l’esistenza di un piano di sviluppo o di un documento programmatorio approvato o acquisito agli atti dalla Regione Calabria.

La consigliera chiede di sapere se Terme Sibarite S.p.A. abbia predisposto un piano di investimenti per le Terme Luigiane e, in caso positivo, quali opere siano previste, con quali tempi, secondo quali priorità e attraverso quali fonti di finanziamento.

Il tema non riguarda solo la gestione ordinaria della struttura, ma la possibilità di costruire un percorso di rilancio capace di rendere il complesso termale più competitivo e sostenibile nei prossimi anni.


Il recupero dello stabilimento San Francesco

Tra i capitoli indicati nell’interrogazione figura anche il recupero dello stabilimento “San Francesco” e delle altre infrastrutture pubbliche comprese nel compendio termale.

La richiesta punta a chiarire la situazione progettuale, amministrativa e finanziaria degli interventi annunciati. Si tratta di un passaggio considerato decisivo per capire se il rilancio delle Terme Luigiane abbia già una base tecnica definita o se resti ancora nella fase delle intenzioni.



Perché la scadenza del 2036 pesa sul futuro delle Terme Luigiane?

Nel dossier pesa anche la scadenza del 2036, anno in cui terminerà la concessione delle acque termali. Si tratta dei titoli necessari per l’estrazione e l’utilizzo delle risorse idriche sotterranee classificate come termali, elemento centrale per l’esistenza stessa della stazione.

L’orizzonte temporale impone, secondo l’impostazione dell’interrogazione, una programmazione chiara e non rinviabile. Senza un piano di investimenti e senza un quadro finanziario definito, il rischio è che il rilancio resti legato ad annunci non accompagnati da atti conseguenti.



Madeo: «Mantenere gli impegni presi è il modo più concreto di dare risposta alla Calabria»

Nel documento viene richiamata la necessità di valorizzare il patrimonio termale attraverso il rispetto degli impegni istituzionali assunti.

«Valorizzare il patrimonio di cui disponiamo attraverso il mantenimento degli impegni presi, è il modo più concreto di dare risposta alla nostra regione, in molti casi sospesa tra promesse di quello che potrà essere e il reale status quo», si legge nell’interrogazione.

La richiesta politica è quindi quella di portare il dossier fuori dalla genericità degli annunci e dentro il perimetro degli atti amministrativi, dei finanziamenti disponibili e dei tempi di realizzazione.

Per Acquappesa, Guardia Piemontese e l’intero Tirreno cosentino, il futuro delle Terme Luigiane resta una partita che riguarda economia locale, turismo sanitario, occupazione e identità territoriale. Proprio per questo l’interrogazione chiede alla Regione Calabria di indicare con precisione cosa sia stato fatto, cosa sia stato finanziato e quali interventi siano realmente in programma.



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