Cassano allo Ionio, agguato contro Damiano Pepe: uccisa la moglie Silvana Sibarelli

L’assalto nella zona al confine tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio a Lattughelle. Il 64enne, conosciuto come “Tripolino”, è rimasto gravemente ferito, ma non sarebbe in pericolo di vita. Ancora da chiarire dinamica e movente.
24 ottobre 2026 – 09:55
di Matteo Cava

Una donna uccisa e il marito gravemente ferito: è il bilancio dell’agguato avvenuto in serata a Lattughelle, al confine tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio. A perdere la vita è stata Silvana Sibarelli, moglie di Damiano Pepe, 64 anni, noto come “Tripolino”. L’uomo è stato soccorso e trasferito prima all’ospedale di Rossano, poi a Cosenza, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Le circostanze dell’assalto restano da accertare. Secondo le prime informazioni, più persone armate avrebbero raggiunto l’abitazione della coppia e sparato. Non è ancora definito se l’attacco sia cominciato all’interno della casa o nelle immediate vicinanze.
Pepe, ferito gravemente, è stato sottoposto a un intervento chirurgico a Rossano prima del trasferimento a Cosenza per proseguire le cure.
Gli accertamenti sull’assalto
La ricostruzione dovrà chiarire il numero degli aggressori, che pare fossero almeno due, le armi impiegate e il percorso seguito per la fuga. Resta inoltre da stabilire se Damiano Pepe fosse l’unico bersaglio dell’azione.
Il passato giudiziario di “Tripolino”
Il nome di Damiano Pepe compare nelle vicende giudiziarie che hanno riguardato i gruppi mafiosi attivi tra Cassano all’Ionio e Corigliano. Tornato in libertà dopo oltre 26 anni di carcere per associazione mafiosa e omicidio, è stato indicato nelle ricostruzioni investigative come una figura di vertice del cosiddetto clan dei nomadi di Cassano allo Ionio.
Negli atti delle precedenti inchieste, l’accusa gli aveva attribuito un ruolo nel locale di ’ndrangheta di Corigliano e nella promozione del gruppo denominato “Cosca degli Zingari”, nel quadro degli assetti criminali riconducibili a Santo Carelli.
Pepe era stato inoltre descritto come il possibile successore del fratello Eduardo, ucciso durante il conflitto che aveva contrapposto il gruppo alla cosca Forastefano.



