Diamante, maltrattamenti verso l'ex compagna: il processo va avanti

Ascoltato l'ex comandante della stazione carabinieri di Santa Maria del Cedro, intervenuto in occasione dell'arresto

DIAMANTE – 27 nov. 20 - E' accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della sua convivente. G.P., di Diamante, è tornato in aula, ieri, proprio nella mattinata successiva alla giornata internazionale per l'eliminazione delle violenze contro le donne. L’uomo, difeso dall’avvocato penalista Francesco Liserre, attualmente, è in stato di libertà con il solo obbligo di dimora nel comune di Diamante. Ieri mattina, è stato ascoltato l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Santa Maria del Cedro che aveva preso parte alle operazioni che avevano portato all’arresto dell’uomo. L’avvocato Francesco Liserre, a seguito del riesame al Tribunale della Libertà di Catanzaro, aveva ottenuto, nei confronti del suo assistito, dapprima la sostituzione della misura carceraria con quella degli arresti domiciliari e, successivamente, anche la sostituzione di tale misura con quella meno afflittiva del divieto di avvicinamento e di comunicazione con la persona offesa. Il diamantese, però, avrebbe violato più volte la misura del divieto di avvicinamento alla vittima, continuando ad incontrarla e a contattarla telefonicamente. In particolare, il 17 ottobre dello scorso anno, l'indagato, verosimilmente in stato di ebbrezza, si era recato sotto l’abitazione della vittima, lanciando pietre e minacciandola di morte anche con messaggi telefonici. Dopo questo episodio, su richiesta del Pm di turno, il Tribunale Penale di Paola, anche alla luce della nuova normativa conosciuta come “Codice Rosso”, a tutela delle donne vittime di violenza, aveva disposto, nei confronti dell’uomo, l’aggravamento della misura in atto, sostituendola con la custodia cautelare in carcere. Successivamente, grazie ad una nuova richiesta dell'avvocato di fiducia, Francesco Liserre, la misura carceraria era stata sostituita con l’obbligo di dimora nel comune di Diamante. Il processo è stato rinviato al 22 aprile del prossimo anno per l’esame degli ulteriori testimoni del pubblico ministero. Come si ricorderà, il diamantese, secondo l’accusa, si sarebbe reso protagonista di una continua serie di episodi di violenza a danno della sua compagna con la quale abitava in un appartamento in Grisolia. In più di un’occasione, l’imputato, secondo la ricostruzione dei carabinieri, coordinati dal Pm, per futili motivi e in stato di ubriachezza, avrebbe usato violenza nei confronti della donna, anche con l’uso di un coltello, sottoponendola ad un regime di vita umiliante e vessatorio. La persona offesa, anche per il timore di probabili ritorsioni, aveva evitato di denunciare i fatti all’autorità giudiziaria, subendo le angherie dell’uomo e vivendo in uno stato di terrore e sofferenza. In particolare, nella serata del cinque dicembre di due anni fa, in seguito all’ennesimo litigio, l’uomo avrebbe selvaggiamente picchiato la donna.

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