Diamante, "La Ginestra": dieci anni contro la violenza di genere
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Il convegno promosso per l’anniversario dello sportello antiviolenza La Ginestra si è concluso con l’inaugurazione di una nuova panchina simbolica. Consegnata una targa al procuratore di Paola Domenico Fiordalisi. Al centro dell’incontro la protezione delle vittime e il ruolo della rete territoriale

La sala consiliare del Comune di Diamante ha ospitato sabato scorso il convegno “No violenza di genere”, organizzato in occasione dei dieci anni di attività dello sportello antiviolenza “La Ginestra”. L’appuntamento, inserito nel programma della sedicesima edizione del Mediterraneo Festival Corto, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori e testimoni impegnati nel contrasto alla violenza sulle donne.
La giornata si è conclusa con l’inaugurazione di una nuova panchina dedicata allo sportello, collocata in sostituzione di quella installata al momento della sua fondazione.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Diamante, Achille Ordine. La presidente de “La Ginestra”, l’avvocata Teresa Sposato, ha ripercorso il lavoro svolto dall’associazione nel corso dell’ultimo decennio.
“10 anni di ascolto, 10 anni di protezione, 10 anni di aiuto alle donne, 10 anni in cui abbiamo costruito delle reti, abbiamo aperto delle porte, abbiamo accompagnato storie difficili, abbiamo dato voce a chi non aveva più voce”, ha dichiarato Sposato.

Il riconoscimento al procuratore Fiordalisi
Durante l’incontro, la presidente dello sportello ha consegnato una targa istituzionale al procuratore capo della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi. Il riconoscimento è stato attribuito “per l’impegno costante nella tutela delle vittime, nella lotta ai reati di genere, per la sua presenza attenta e il sostegno alle azioni di sensibilizzazione promosse dalla ginestra”.
Nel suo intervento, Fiordalisi ha evidenziato la necessità di una collaborazione stabile tra magistratura, forze dell’ordine, istituzioni, servizi territoriali e associazioni. Il procuratore ha accolto favorevolmente anche l’apertura del nuovo commissariato della Polizia di Stato a Cirella di Diamante, ritenuto un presidio importante per un’area che si estende da Tortora a Paola.
Il magistrato ha inoltre richiamato i principi affermati dalla giurisprudenza europea in materia di tutela delle vittime.
“Gli Stati hanno l’obbligo di prevenire, contrastare e reprimere efficacemente ogni violenza di genere, adottando misure concrete per la protezione delle vittime e prevenendo anche ogni forma di vittimizzazione secondaria”, ha affermato Fiordalisi.
Il procuratore ha sottolineato l’importanza di evitare ulteriori traumi alle donne durante il percorso giudiziario, attraverso audizioni protette e uffici specializzati accessibili in ogni momento. Tra le esperienze richiamate figura la sezione appositamente allestita presso la Procura della Repubblica di Paola.

La mostra e la nuova panchina
Nel programma delle iniziative è rientrata anche la mostra “Com’eri vestita”, allestita al Dac in collaborazione con il Cinecircolo Maurizio Grande. L’esposizione, conclusa domenica scorsa, ha affrontato il tema dei pregiudizi che tendono ad attribuire alle vittime una responsabilità per la violenza subita.
La nuova panchina inaugurata a Diamante rinnova il simbolo collocato dieci anni fa, al momento della nascita dello sportello.
“La prima panchina fu installata quando la Ginestra è nata; il tempo l’ha consumata, ma non il suo significato. Oggi la rinnoviamo per dire alla comunità che il nostro lavoro continua, con la stessa forza e la stessa responsabilità”, ha spiegato Teresa Sposato.
Le testimonianze di Vera Squatrito e Maria Antonietta Rositani
Una parte dell’incontro è stata dedicata alle testimonianze di Vera Squatrito, madre di Giordana, vittima di femminicidio, e di Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio avvenuto il 12 marzo 2019.
Rositani ha raccontato il proprio percorso e ha richiamato l’attenzione sulle criticità che, secondo la sua testimonianza, possono ostacolare la protezione delle donne che denunciano, compreso il rischio di isolamento economico.
“Lo Stato deve fare la sua parte, deve cambiare le leggi. Lo Stato deve purtroppo mettere un braccialetto elettronico e assicurarsi che questo funzioni”, ha dichiarato, rivolgendo un appello alle istituzioni affinché siano rafforzati gli strumenti di prevenzione e controllo.
La testimonianza si è conclusa con un messaggio rivolto alla società e alle nuove generazioni: “Voglio che i miei figli vivano con la pace, non con la vendetta”.
L’anniversario dello sportello “La Ginestra” ha rappresentato così un momento di bilancio del lavoro svolto e, allo stesso tempo, un richiamo alla necessità di mantenere attiva la rete territoriale di ascolto, prevenzione, protezione e accompagnamento delle donne.













