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Cosenza, 9 Ospedali di comunità e 180 posti letto: il piano delle aperture

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
3 minuti fa
Tempo di lettura: 7 min

La rete dell’Asp comprende anche 26 Case della comunità, 591 assunti e 502 medici di famiglia coinvolti attraverso un accordo. Già operativi gli Ospedali di Scalea e San Giovanni in Fiore; completamento delle attivazioni annunciato entro settembre.

11 settembre 2026 - 09:01


Cosenza, 180 posti letto per le cure intermedie: il piano dei 9 Ospedali

L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha presentato la nuova rete di assistenza territoriale: 26 Case della comunità, 9 Ospedali di comunità e 180 posti letto previsti, con il coinvolgimento complessivo di 1.093 professionisti. Il programma interessa l’intera provincia e punta ad avvicinare visite, assistenza e cure ai cittadini, collegando domicilio, medici di famiglia e strutture sanitarie. Secondo la direzione sanitaria, il percorso di attivazione degli Ospedali di comunità sarà completato entro settembre.

Le strutture si trovano però in fasi diverse. Le Case della comunità risultano tutte funzionanti secondo quanto dichiarato dall’Asp, con alcuni organici ancora da completare. Per gli Ospedali di comunità, sono già operativi Scalea e San Giovanni in Fiore, mentre Cariati è indicato come prossimo all’apertura.



Le aperture e il termine del 30 settembre per il personale

A illustrare lo stato dei servizi è stata la direttrice sanitaria dell’Asp di Cosenza, Angela Riccetti, che ha distinto il funzionamento delle strutture dal completamento delle assegnazioni del personale.

«Le Case della comunità sono tutte funzionanti. Per alcune sedi completeremo entro il 30 settembre l’iter relativo al personale, perché nei territori più periferici incontriamo maggiori difficoltà nel reperire professionisti, ma stiamo lavorando per superarle», ha dichiarato.

Per gli Ospedali di comunità, Riccetti ha precisato: «Scalea e San Giovanni in Fiore sono già operativi. Cariati è prossimo alla partenza e, progressivamente, saranno avviati anche gli altri. Entro settembre completeremo il percorso: ormai ci siamo e siamo pronti».

I 180 posti letto costituiscono dunque la dotazione complessiva prevista per la rete dei nove Ospedali di comunità. Il dato va distinto dalla disponibilità nelle sedi già attivate.



La rete in sintesi

Dato comunicato

Case della comunità

26

Ospedali di comunità

9

Posti letto previsti negli Ospedali di comunità

180

Assunzioni effettuate dall’Asp

591

Medici di famiglia coinvolti nell’accordo

502

Professionisti complessivamente coinvolti

1.093


Cosenza, 9 Ospedali di comunità per 180 posti letto e le case di comunità sul territorio

Dove sono previsti i nove Ospedali di comunità

Le sedi individuate nella provincia di Cosenza sono:

  • San Marco Argentano;

  • Cosenza;

  • Lungro;

  • Cariati, indicato dalla direzione sanitaria come prossimo all’avvio;

  • Cassano allo Ionio;

  • Trebisacce;

  • San Giovanni in Fiore, già operativo secondo l’Asp;

  • Scalea, già operativo secondo l’Asp;

  • Mormanno.

Per le altre sei sedi, la direzione sanitaria ha annunciato un avvio progressivo entro settembre, senza indicare nel materiale fornito una data distinta per ciascuna struttura.


Gli ospedali di comunità sul territorio

Case e Ospedali di comunità: quali servizi offriranno

La riorganizzazione si inserisce nella Missione 6 Salute del PNRR e nel quadro del decreto ministeriale 77 del 2022, che definisce il modello dell’assistenza territoriale. Il Ministero della Salute distingue le Case della comunità, punti di accesso ai servizi, dagli Ospedali di comunità, strutture intermedie tra assistenza a domicilio e ricovero ospedaliero. Il quadro della riforma sul sito del Ministero della Salute.

Nel programma illustrato dall’Asp, le Case della comunità riuniscono:

  • orientamento e accesso ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali;

  • medicina generale e assistenza infermieristica;

  • visite specialistiche e diagnostica di base;

  • prevenzione e supporto nella gestione delle patologie croniche;

  • collegamento con assistenza domiciliare e servizi sociali.


Gli Ospedali di comunità sono invece destinati a pazienti che hanno bisogno di cure a bassa intensità clinica e di sorveglianza infermieristica continuativa, quando queste condizioni non possono essere garantite adeguatamente a casa.

Potranno accogliere persone dopo un episodio acuto di minore gravità, una riacutizzazione di una malattia cronica oppure una dimissione da un reparto per acuti, quando il rientro al domicilio non sia ancora possibile in sicurezza.

L’organizzazione descritta prevede assistenza infermieristica nelle 24 ore, monitoraggio dei parametri clinici, assistenza medica e riabilitativa e supporto diagnostico di base.

L’obiettivo dichiarato è favorire le dimissioni protette e ridurre i ricoveri non appropriati, con un possibile alleggerimento della pressione sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri.



Come sarà organizzato l’accesso ai ricoveri territoriali

Secondo il modello presentato, l’accesso agli Ospedali di comunità potrà avvenire:

  • attraverso una dimissione protetta;

  • su indicazione del medico di medicina generale;

  • su indicazione dei servizi territoriali o del pronto soccorso;

  • attraverso la Centrale operativa territoriale.

Le strutture saranno collegate con i servizi sociali, l’Assistenza domiciliare integrata, le Centrali operative territoriali e la rete dell’emergenza-urgenza 118 e 112.

Il coordinamento tra questi servizi dovrà accompagnare il paziente nei passaggi tra casa, assistenza territoriale e ospedale, individuando il livello di cura adeguato alle sue condizioni.



Le 26 sedi delle Case della comunità

Le località indicate dall’Asp per le Case della comunità sono:

  • Cassano allo Ionio;

  • Roggiano Gravina;

  • Villapiana;

  • Cosenza;

  • Mormanno;

  • Rocca Imperiale;

  • Torano Castello;

  • Bisignano;

  • Cetraro;

  • Luzzi;

  • Montalto Uffugo;

  • Scalea;

  • Verbicaro;

  • Casali del Manco;

  • Crosia;

  • Amantea;

  • Longobucco;

  • Lungro;

  • Spezzano della Sila;

  • San Giorgio Albanese;

  • Cariati;

  • Altilia;

  • Acri;

  • Corigliano;

  • Castrovillari;

  • Rende.

Secondo quanto illustrato dall’Azienda, la distribuzione considera l’estensione della provincia, le distanze dai principali presìdi ospedalieri e i bisogni delle comunità nelle aree interne e periferiche.



Personale: 591 assunti e l’accordo con 502 medici di famiglia

Il totale di 1.093 professionisti comprende due componenti: 591 unità assunte dall’Asp e 502 medici di medicina generale già operanti sul territorio, coinvolti attraverso uno specifico accordo.

La ripartizione delle assunzioni comunicata dall’Azienda è la seguente:

Profilo e destinazione

Unità

Fisioterapisti

18

Operatori del Centro unico di prenotazione

20

Operatori delle Centrali operative territoriali

14

Assistenti sociali

31

Medici di continuità assistenziale

198

Infermieri per le Case della comunità

127

Operatori sociosanitari per le Case della comunità

89

Infermieri per gli Ospedali di comunità

56

Operatori sociosanitari per gli Ospedali di comunità

38

Totale assunzioni

591

Il commissario straordinario dell’Asp, Vitaliano De Salazar, ha indicato nell’accordo con i medici di famiglia uno dei passaggi centrali della riorganizzazione.

«Abbiamo definito un accordo innovativo con i medici di medicina generale per garantirne la presenza nelle Case della comunità», ha dichiarato, richiamando anche il ruolo dell’infermiere di comunità nell’assistenza alle persone fragili e nella gestione dei percorsi territoriali.

De Salazar ha inoltre affermato che l’accordo ha consentito di colmare il fabbisogno al 99 per cento, pur nel contesto della carenza nazionale di medici. La percentuale è quella dichiarata dal commissario durante la presentazione.


Interventi economici per gli ospedali di comunità

Investimenti indicati per almeno 63,7 milioni di euro

Il quadro economico richiamato nel materiale dell’Asp quantifica gli investimenti in almeno 63,7 milioni di euro, così articolati:

  • 22.878.865 euro per i nove Ospedali di comunità;

  • oltre 40,8 milioni di euro per gli interventi sulle Case della comunità riportati nelle tabelle finanziarie.

Il programma comprende realizzazione o riqualificazione delle strutture e una riorganizzazione dei servizi basata sulla collaborazione tra medici di famiglia, specialisti, infermieri, assistenza domiciliare e servizi sociali.

L’assessore regionale al Bilancio, Marcello Minenna, ha descritto la presentazione come il passaggio dal lavoro sugli obiettivi del PNRR alla fase organizzativa della sanità territoriale.

L’incontro, ha dichiarato, «apre il cantiere della sanità territoriale, nel quale la Regione e le aziende sanitarie provinciali lavoreranno a stretto contatto nei prossimi mesi».


Interventi economici per le case di comunità

Cariati: ricoveri brevi nella struttura di via Mingiani

Tra gli esempi illustrati nella documentazione figura l’Ospedale di comunità di Cariati, situato in via Mingiani 6 e destinato ai ricoveri brevi.

La struttura comprende ambienti per:

  • degenza e assistenza;

  • medicheria e accettazione;

  • attività riabilitative;

  • lavoro dei medici.

L’assistenza sarà rivolta a pazienti stabilizzati o fragili che necessitano di cure a bassa intensità clinica. Sono previsti collegamenti con i servizi territoriali, l’Assistenza domiciliare integrata, la Centrale operativa territoriale e la rete dell’emergenza-urgenza.

Secondo Riccetti, Cariati è la sede prossima all’avvio dopo quelle già operative di Scalea e San Giovanni in Fiore.



Amantea: dieci ambulatori e collegamento con la Cot di Paola

La Casa della comunità di Amantea si trova in contrada Santa Maria, presso il poliambulatorio.

L’organizzazione descritta dall’Asp comprende:

  • dieci ambulatori, dei quali sette specialistici;

  • spazi per medici di medicina generale e infermieri di famiglia e di comunità;

  • assistenza medica nelle 24 ore;

  • due sale prelievi;

  • Centro unico di prenotazione e Punto unico di accesso;

  • Unità di valutazione multidimensionale;

  • Assistenza domiciliare integrata e telemedicina;

  • collegamento con la Centrale operativa territoriale di Paola.

Le discipline e le prestazioni indicate nell’offerta sono:

  • Cardiologia, Neurologia e Ginecologia;

  • Pneumologia, Chirurgia e Dermatologia;

  • Diabetologia ed Endocrinologia;

  • Ortopedia, Fisiatria e Algologia;

  • Urologia, Oculistica ed Ecografia.

Si aggiungono il punto prelievi, il consultorio, le vaccinazioni e gli screening oncologici.




Le aree interne e l’informazione ai cittadini

Durante la presentazione, il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, ha richiamato le difficoltà di accesso all’assistenza nelle comunità più distanti dai grandi centri.

«Le Case della comunità offriranno un punto di riferimento al quale rivolgersi quando non vi sono problemi di particolare gravità, mettendo a disposizione il medico di famiglia e la possibilità di accedere a visite ed esami diagnostici», ha dichiarato. Per i bisogni che richiedono un livello assistenziale superiore, ha aggiunto, il paziente potrà essere indirizzato verso l’ospedale.

Il giornalista Riccardo Giacoia, caporedattore del TGR Rai Calabria e coordinatore degli interventi, ha sottolineato la necessità di spiegare alla popolazione le funzioni delle nuove strutture.

«Dobbiamo trasmettere ai cittadini il significato di questa trasformazione», ha osservato, ricordando le chiusure ospedaliere e le difficoltà di chi deve percorrere lunghe distanze per raggiungere strutture come quelle di Paola o Praia a Mare.



De Salazar, il ruolo dei Comuni e il mandato sulle risorse

De Salazar ha attribuito alle amministrazioni comunali un contributo alla realizzazione della rete, richiamando la collaborazione dei sindaci e il lavoro organizzativo svolto dall’Azienda.

Il commissario ha ringraziato anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per il sostegno agli accordi regionali, compreso quello con i medici di medicina generale.

«Ci ha affidato un mandato preciso: realizzare gli interventi e non perdere le risorse dei fondi comunitari. Quel mandato è stato rispettato e quelle risorse non sono state perse», ha affermato.

Tra gli obiettivi illustrati figura anche il contenimento della mobilità sanitaria fuori regione. De Salazar ha sostenuto che il lavoro per intercettare i pazienti prima della scelta di curarsi fuori dalla Calabria stia dando risultati; nel materiale fornito non sono riportati dati quantitativi sull’andamento di questo fenomeno.



I prossimi passaggi per la piena operatività

Le scadenze annunciate dalla direzione sanitaria riguardano il completamento dell’iter del personale in alcune Case della comunità entro il 30 settembre e l’avvio progressivo degli Ospedali di comunità ancora da attivare entro settembre.

De Salazar ha richiamato la responsabilità di distretti, primari e medici di famiglia nel funzionamento della rete. Riccetti ha indicato nel reperimento dei professionisti per le sedi periferiche una delle attività ancora da completare.

Per i cittadini, i passaggi attesi sono l’effettiva disponibilità dei servizi nelle singole sedi e l’attivazione dei posti letto previsti, così da rendere praticabile il collegamento tra assistenza a domicilio, cure territoriali e ricovero ospedaliero.

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