Corigliano Rossano, fiumi di droga nella Sibaritide: chiuse le indagini per 237 indagati

Si tratta in gran parte di cittadini di Corigliano Rossano e Cassano allo Jonio e albanesi



CORIGLIANO ROSSANO – 26 set. 20 – Sono 237 gli indagati dell'imponente inchiesta denominata “Karaburun” per i quali sono state concluse le indagini e risultano 121 capi di imputazione ipotizzati dalla procura della Repubblica di Catanzaro, Dda. Si tratta di italiani, in prevalenza cassanesi, coriglianesi, rossanesi e di albanesi. Le 74 pagine recano la firma del procuratore Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dei sostituti Domenico Guarascio e Alessandro Riello. Il riferimento è ad una operazione antidroga. Per alcuni il reato contestato è quello del traffico di sostanze stupefacenti: cocaina, eroina, marijuana importare da vari stati: Colombia, Turchia, Albania, Olanda, Spagna, Belgio, Germania, Kosovo, Francia, Croazia. Lo stupefacente, secondo quanto ricostruito, arrivava in Italia e principalmente nella Sibaritide, poi immesso nel mercato clandestino per la vendita al consumo. Impressionante il numero delle persone coinvolte che sostiene anche l'ipotesi di accusa dell'associazione a delinquere. I fatti contestati, vanno molto indietro negli anni; si riferiscono ad un periodo tra il 2000 ed il 2008.



Alcuni indagati devono rispondere di reati relativi alla produzione e commercializzazione illecita di ingenti quantitativi di una particolare mistura di precursori farmacologicamente attivi, come il paracetamolo cosiddetto anidro di caffeina, colorata e utilizzata per il taglio dell'eroina. Fra gli indagati risulta esserci anche qualche boss coriglianese ormai non più in vita da diversi anni, ucciso in una imboscata. Ci sono indagati che sono coinvolti in altre vicende e sono attualmente in carcere. Gli italiani che risultano indagati sono 100, mentre gli stranieri sono i restanti 137. In quegli anni, insomma, la droga giungeva a fiumi in questa parte della Calabria e probabilmente, in molti casi, arrivava anche via mare. Compaiono, nell'elenco delle persone raggiunte dall'avviso di conclusione indagine, nomi storici dei clan cassanesi, uno di questi, viene identificato come il presunto organizzatore dell'associazione. Una vicenda che fa riferimento ad una lunga e complessa indagine costituita da appostamenti, pedinamenti e intercettazioni che nel caso in cui dovesse essere istruito il processo verranno eventualmente esaminati. Una indagine che, anche dal punto di vista tecnico, si presenta complessa, soprattutto per il gran numero di indagati, fra l'altro, sparsi in varie aree degli stati citati e nella fascia jonica della provincia di Cosenza.

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