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Cinque auto in fiamme nel cosentino: due arresti per incendio aggravato

Due arresti nel cosentino per incendio di cinque auto: pianificavano atti intimidatori


Due arrestati nel cosentino per incendio di cinque auto: pianificavano atti intimidatori

Rende, 18 aprile 2024 - I Carabinieri della Compagnia di Rende hanno posto agli arresti domiciliari due uomini di 49 anni di Cosenza con l'accusa di incendio aggravato in concorso di cinque auto, avvenuto nel cosentino.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, ha fatto luce su una serie di roghi dolosi che tra marzo 2023 e ottobre 2023 hanno distrutto cinque veicoli a Montalto Uffugo e Cosenza.

I due agivano secondo distinti ruoli, il primo quale mandante, mentre il secondo quale esecutore materiale dietro un corrispettivo in denaro.


Le indagini

Il provvedimento scaturisce dall’attività d’indagine svolta dai militari dell’Arma, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza. Al verificarsi del primo episodio, la prima vittima aveva riferito agli investigatori di avere da tempo dei contrasti con un vicino di casa (uno degli odierni arrestati) ed in particolare con il figlio che, già da minorenne, aveva comportamenti persecutori nei suoi confronti e della sua famiglia, situazione divenuta talmente insostenibile da vedersi costretto a presentare una denuncia. In una delle ultime liti, in cui la vittima aveva richiesto l’intervento dei carabinieri, era stato anche aggredito fisicamente dal padre del ragazzo che lo aveva colpito con un pugno, procurando delle lesioni. Fatti denunciati con testimonianze. La vittima degli atti persecutori, costretto a cambiare abitazione da Montalto Uffugo a Cosenza, a distanza di pochi mesi, è stato oggetto di un ulteriore danneggiamento. Un'auto completamente distrutta dalle fiamme.


Le intimidazioni

Con l’intento di intimorire e arginare eventuali testimonianze nel procedimento penale che stava avendo il suo corso, sono state incendiate anche le autovetture dell’ex vicino di casa della vittima. Nel periodo in cui doveva essere sentito quale testimone. Proprio in quest’ultima circostanza, l’esecutore materiale, aveva appiccato le fiamme delle auto in sosta che erano molto vicine ad altre auto ed in stretta prossimità di abitazioni e addirittura di una legnaia e di una bombola di gas. Le fiamme colpirono persino il cane della “vittima-testimone” che si trovava nel cortile dell’abitazione, riportando ustioni sul manto.


La ricostruzione

I militari dell’Arma attraverso la meticolosa attività investigativa posta in essere, hanno ricostruito le condotte degli indagati, individuando “una precisa strategia ritorsiva e punitiva reiterata nel tempo nei confronti delle vittime, rei di aver causato vari problemi giudiziari non solo al figlio del mandante, ma anche a lui stesso”.

Gli arrestati si trovano ristretti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Cosenza.


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