Cassano allo Jonio, minacce ad una imprenditrice. Due arresti. Video

Aggiornato il: mar 17

I carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro hanno arrestato due 29enni di Cassano allo Jonio ritenuti responsabili di un incendio doloso a carico di una imprenditrice balneare



CASSANO ALLO JONIO – 15 mar. 21 – Alle prime luci dell'alba a Cassano all’Ionio (CS), militari della compagnia carabinieri di Corigliano Calabro, coordinati dal capitano Cesare Calascibetta, hanno dato esecuzione a due misure applicative della custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Castrovillari su richiesta della locale Procura della Repubblica coordinata da Simona Manera, nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili di concorso in tentata estorsione aggravata.

Le indagini, condotte dai militari della tenenza di Cassano all’Ionio e dirette dal sostituto procuratore Veronica Rizzaro, traggono origine dall’incendio doloso di un’autovettura avvenuto il 21 gennaio scorso nel comune della sibaritide ed appartenente ad un’imprenditrice del posto.

Le attività tecniche fatte partire subito dopo l’evento hanno evidenziato come l’imprenditrice fosse stata oggetto, a partire dal settembre 2020, di molteplici richieste estorsive da parte di Giuseppe Scorza, 29enne del posto, per un importo di 1.500 euro, da erogare quale corrispettivo di una millantata guardiania fornita da quest’ultimo al lido della donna nella stagione estiva, a cui l’imprenditrice si era opposta con fermezza.

I carabinieri, inoltre, hanno individuato, acquisito e visionato le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza da cui si è dedotto che l’autovettura in uso all’altro indagato, Salvatore Stabile, 29 anni, nel giorno e nell’orario prossimo all’incendio era transitata e si sarebbe fermata nei pressi del luogo dove era parcheggiata la macchina della donna. Quindi i due indagati sarebbero scesi con un bidoncino in mano, successivamente appurato essere pieno di liquido infiammabile e poco dopo sarebbero scappati dal luogo del reato a mani vuote e verso il proprio veicolo. I due uomini sono stati riconosciuti dai militari, sia perché soggetti noti agli ambienti investigativi per la commissione di altri reati, sia perché i carabinieri, dopo pochi giorni hanno effettuato una perquisizione nei confronti di Scorza, trovandolo vestito con gli stessi indumenti indossati durante il compimento dell’atto incendiario.

Sulla base dei chiari indizi di colpevolezza e della gravità della condotta tenuta dagli indagati, che hanno compiuto un atto intimidatorio del tutto simile a quelli appannaggio della criminalità organizzata, al fine di conseguire il profitto estorsivo, nonché sulla base dei carichi pendenti di entrambi gli indagati, il Gip ha ritenuto la custodia cautelare in carcere l’unica misura equa e proporzionata alla gravità dei fatti commessi. Gli odierni arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Castrovillari.

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