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Calabria, mozione contro la Legge Tajani sulla cittadinanza: "Il bisnonno italiano non basta più"

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il consigliere regionale Orlandino Greco chiede la revisione della Legge 74/2025. Nel mirino i limiti generazionali per i discendenti e l'ordinanza del Tribunale di Campobasso che ipotizza profili di illegittimità costituzionale


Stretta sullo Iure Sanguinis: la Calabria si oppone alla Legge Tajani. A rischio i legami storici ed economici con la vasta comunità di emigrati calabresi nel mondo. I dettagli del ricorso


Il consigliere regionale della Calabria Orlandino Greco ha presentato una mozione ufficiale al Consiglio regionale per chiedere la revisione della Legge 23 maggio 2025, n. 74, nota come "Legge Tajani". L'obiettivo dell'iniziativa è bloccare le recenti restrizioni introdotte sulla trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis ai discendenti degli emigrati all'estero.

«È difficile accettare che un bisnonno italiano non possa più trasmettere la propria cittadinanza ai propri discendenti», ha dichiarato Greco in veste di delegato ai rapporti con i calabresi nel mondo. «Significherebbe spezzare un legame storico, culturale e identitario che unisce milioni di italiani nel mondo alla loro terra d’origine».



I punti critici della riforma

Secondo il presidente della Prima Commissione consiliare, la nuova normativa ridimensiona profondamente il diritto alla cittadinanza per la diaspora italiana. La mozione punta il dito, nello specifico, contro tre aspetti della legge:

  • L'imposizione di limiti generazionali più restrittivi per le richieste;

  • L'introduzione di nuovi e più stringenti requisiti per la trasmissione dello status;

  • L'aumento degli adempimenti documentali, ritenuti un ostacolo insormontabile per migliaia di italo-discendenti.



L'impatto sulla diaspora calabrese e il ricorso alla Consulta


La stretta legislativa rischia di colpire in modo particolare la Calabria, territorio storicamente caratterizzato da una delle più ampie comunità emigrate nel mondo. Secondo l'esponente politico, indebolire questo istituto giuridico provocherebbe la rottura di consolidati legami familiari, culturali ed economici.

A supporto della mozione, il documento richiama un preciso atto giudiziario: l'ordinanza del 6 febbraio 2026 emessa dal Tribunale di Campobasso. I giudici molisani hanno infatti rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, valutando possibili profili di illegittimità all'interno della "Legge Tajani".

La mozione è ora al vaglio del Consiglio regionale calabrese, a cui Greco chiede un mandato forte per sollecitare l'intervento del Parlamento. Le richieste finali prevedono l'eliminazione dei limiti più restrittivi, la salvaguardia dei procedimenti amministrativi già avviati e il rafforzamento dell'assistenza consolare per i cittadini di origine calabrese all'estero.



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