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Sangineto, morte di Antonio Perrotta: oggi i funerali alle 18 a Fuscaldo

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
17 ago
Tempo di lettura: 3 min

L’ultimo saluto al 33enne sarà celebrato questo pomeriggio nella chiesa Santa Maria del Rosario di Fuscaldo Marina. La morte resta al centro dell’inchiesta della Procura di Paola.

17 agosto 2026 - Ore: 08:29


Fuscaldo, funerali di Antonio Perrotta: oggi il rito a Santa Maria del Rosario

Si terranno oggi, lunedì 17 agosto, alle ore 18, nella chiesa Santa Maria del Rosario di Fuscaldo Marina, i funerali di Antonio Perrotta, il 33enne morto il 10 agosto dopo la colluttazione avvenuta all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto, nella notte tra il 9 e il 10 agosto. La camera ardente è stata allestita presso la casa funeraria Alma Lucia di Fuscaldo.

La cerimonia funebre arriva a una settimana dalla morte del giovane, mentre prosegue l’inchiesta giudiziaria avviata per ricostruire quanto accaduto quella notte.



L’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta

Nell’ambito del procedimento, Domenico Orsino, 22 anni, resta detenuto nella Casa circondariale di Paola dopo che il Gip del Tribunale di Paola ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere per l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. Il fratello Umberto Orsino, 24 anni, è stato invece scarcerato.

Secondo la ricostruzione finora emersa dagli atti, la vicenda sarebbe iniziata all’interno del locale e sarebbe poi proseguita all’esterno, nella zona delle transenne. Durante la colluttazione Antonio Perrotta sarebbe stato colpito da un pugno e sarebbe caduto all’indietro, riportando un grave trauma alla testa.

Il 33enne era stato inizialmente trasportato all’ospedale di Cetraro e successivamente trasferito d’urgenza all’ospedale civile di Cosenza, dove è deceduto alle 4:30 del 10 agosto dopo un intervento chirurgico.



Gli accertamenti medico-legali

Prima della restituzione della salma alla famiglia sono stati eseguiti gli accertamenti medico-legali disposti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola. Gli esami dovranno contribuire a chiarire le cause e le modalità del decesso anche in vista dei successivi sviluppi del procedimento.

La contestazione nei confronti di Domenico Orsino è allo stato provvisoria: la sua posizione dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

Oggi, intanto, l’attenzione si sposta su Fuscaldo Marina, dove alle 18 familiari, amici e conoscenti potranno dare l’ultimo saluto ad Antonio Perrotta.


Le indagini

Il dramma consumatosi nella notte tra il 9 e il 10 agosto scorsi all'esterno del noto locale "Il Castello" di Sangineto non è solo una vicenda di cronaca giudiziaria, ma uno spaccato che investe anche le dinamiche del divertimento notturno e tutto ciò che gira attorno. La morte di Antonio Perrotta, trentacinquenne di Fuscaldo, presenta ancora contorni che le indagini dei Carabinieri delle Compagnie di Paola e Scalea, coordinate dalla Squadra Mobile di Cosenza, stanno cercando di chiarire del tutto. In particolare, sotto la lente degli inquirenti dell'Arma è finita la condotta del personale di sicurezza del locale pubblico. L'ordinanza cautelare del Gip pone una attenta valutazione anche sull'atteggiamento dei numerosi addetti alla sicurezza in servizio quella sera. Molti dei buttafuori sentiti nell'immediatezza dei fatti avrebbero fornito, questo si apprende, deposizioni lacunose o reticenti. Il giudice segnala come le dichiarazioni di addetti antincendio e vigilantes contengano "un vuoto nelle loro deposizioni proprio relativo a tale frangente", un silenzio finalizzato "verosimilmente per nascondere la circostanza che il Perrotta prestasse” in qualche modo “l'attività di buttafuori".



La ricostruzione

Ci sarebbero invece delle testimonianze ben precise. Una avrebbe riferito di aver assistito a "una rissa nel corso della quale uno dei ragazzi coinvolti cadeva all'indietro, battendo la testa, dopo essere stato colpito da un pugno". Una dinamica confermata anche dalla seconda testimonianza, che avrebbe descritto "la caduta a terra di un uomo pelato di circa 30-35 anni, che nell'occorso sbatteva violentemente la testa" al suolo. I dettagli clinici e le diagnosi riportati nell'ordinanza descrivono la gravità inaudita del trauma cranico subito da Perrotta. Immediatamente dopo l'aggressione, l'uomo aveva ripreso conoscenza chiedendo di essere portato a casa. Tuttavia, durante il tragitto in auto verso Fuscaldo, le sue condizioni sono precipitate. Accompagnato d'urgenza da un conoscente al pronto soccorso di Cetraro, i medici si sono trovati di fronte a un quadro clinico disperato: "ematoma fronto-parieto-temporale destro, stato di stupore, deviazione della rima buccale verso destra, agitazione psicomotoria, emiplegia sinistra, deviazione coniugata dello sguardo". I sanitari, riscontrando un gravissimo ematoma e una frattura cranica, hanno disposto il trasferimento a Cosenza. L'uomo è deceduto alle 4:30 del mattino del 10 agosto.

Adesso, i legali dei fratelli Orsino, gli avvocati Alessandro Gaeta e Francesco Gelsomino, puntano a far valere l'assoluta mancanza di volontà omicida in una lite che sarebbe degenerata in pochi secondi. Ma per Domenico Orsino, il ventenne che avrebbe materialmente sferrato il colpo fatale, la strada processuale si annuncia in salita. La sua personalità descritta dal giudice e la drammatica fine di un lavoratore padre di famiglia pesano come macigni su una calda notte d'estate trasformata in tragedia.

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