Alta velocità in Calabria, Fillea Cgil chiede fondi certi
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La presa di posizione del segretario generale Simone Celebre: il sindacato contesta anni di annunci e chiede un confronto trasparente su risorse, tracciato e coinvolgimento dei territori

La Fillea Cgil Calabria torna a chiedere chiarezza sull’Alta Velocità ferroviaria e sui finanziamenti necessari per il completamento dell’opera fino a Reggio Calabria. In una nota diffusa da Catanzaro l’8 luglio 2026, il segretario generale Simone Celebre contesta la narrazione politica costruita negli ultimi anni e sollecita un impegno istituzionale concreto sulla grande infrastruttura ferroviaria.
Secondo la Fillea Cgil Calabria, non si tratterebbe di una scoperta recente. Il sindacato sostiene infatti di aver segnalato da tempo che le risorse disponibili erano destinate al primo lotto Battipaglia-Romagnano e non al completamento dell’intero collegamento fino alla punta dello Stretto.
“Che l’Alta Velocità ferroviaria, così come è stata propagandata per anni, in Calabria non arriverà mai, per alcuni, si capisce solo oggi. Eppure, non si tratta affatto di una novità”, afferma Celebre nella nota.
Il nodo dei finanziamenti
Il punto centrale sollevato dalla Fillea Cgil riguarda la certezza delle risorse. Per il sindacato, la Calabria e il Mezzogiorno non possono continuare a fare affidamento su annunci non accompagnati da programmazioni concrete e fondi disponibili.
“Da tempo, come Fillea Cgil Calabria, andiamo dicendo che i fondi disponibili erano destinati esclusivamente al primo lotto Battipaglia - Romagnano, non certo al completamento dell'opera fino a Reggio Calabria”, sostiene Celebre.
La critica è rivolta a una parte della politica calabrese, accusata dal sindacato di aver sostenuto per anni una lettura troppo ottimistica dell’opera, senza pretendere garanzie adeguate dal governo centrale. “Per anni, chi di dovere, ha preferito alimentare fumo, illusioni e passerelle elettorali, piuttosto che fare i conti con la realtà e difendere i diritti minimi dei calabresi”, si legge ancora nella nota.
Per la Fillea Cgil, le grandi infrastrutture richiedono risorse certe, programmazione credibile e una classe dirigente capace di rappresentare gli interessi del territorio. Il tema, nella lettura del sindacato, non riguarda solo la mobilità ferroviaria, ma il divario storico tra Nord e Sud e la possibilità di garantire al Paese uno sviluppo più omogeneo.
La richiesta: confronto sul tracciato
Oltre al reperimento dei finanziamenti mancanti, il sindacato pone un secondo tema: il tracciato dell’Alta Velocità in Calabria. Secondo Celebre, una scelta infrastrutturale di questa portata non può essere definita senza un confronto con i territori.
La Fillea Cgil chiede quindi un percorso “serio, rigoroso e trasparente”, con il coinvolgimento di comunità locali, sindaci, amministrazioni territoriali, categorie produttive e parti sociali. L’obiettivo indicato dal sindacato è ridefinire l’opera sulla base delle reali necessità di sviluppo della regione.
“Prima ancora di rincorrere i fondi, è indispensabile condividere una visione d'insieme dell’infrastruttura, ascoltando le comunità locali e i sindaci, le amministrazioni territoriali, le categorie produttive e le parti sociali”, afferma Celebre.
La nota si chiude con un appello alla responsabilità politica. “Il tempo del gioco delle tre carte è finito”, scrive il segretario generale della Fillea Cgil Calabria. E aggiunge: “La ricreazione è finita: o si difendono gli interessi della Calabria, o chi governa tragga le dovute conseguenze”.
Per il sindacato, il prossimo passaggio dovrà essere quindi doppio: da un lato la verifica delle risorse necessarie per l’intera opera, dall’altro l’apertura di un confronto pubblico sul tracciato e sulle ricadute territoriali dell’infrastruttura.











