Accoltellamento a Madonna di Campiglio, parte civile uno chef del Tirreno
- 15 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Aggressione fuori dalla discoteca a Madonna di Campiglio: il cuoco calabrese si costituisce parte civile e chiede un risarcimento milionario

15 aprile 2026
A oltre un anno dall’accoltellamento avvenuto il 12 febbraio 2025 a Madonna di Campiglio, un cuoco calabrese del Tirreno cosentino di 21 anni ha chiesto un risarcimento di un milione di euro al tribunale di Trento, costituendosi parte civile nel procedimento per duplice tentato omicidio. L’imputato è un 25enne di origine romena, attualmente ai domiciliari.
La richiesta di risarcimento: un milione di euro
Davanti al giudice dell’udienza preliminare Gianmarco Giua, la vittima – assistita dall’avvocato Amerigo Cetraro – ha formalizzato una richiesta di risarcimento pari a 1 milione di euro, con una provvisionale immediata di 100mila euro.
La cifra comprende non solo le spese mediche e di trasporto, ma anche i danni legati alla sfera lavorativa e psicologica. Il giovane, infatti, risulta ancora in malattia e dichiarato incapace di riprendere l’attività.
Cosa è successo la notte del 12 febbraio 2025
Secondo la ricostruzione dell’accusa, coordinata dal pubblico ministero Nadia La Femina, l’aggressione si è consumata all’esterno di una discoteca.
Coinvolti tre lavoratori stagionali:
due cuochi calabresi, di 21 e 32 anni
un lavapiatti 25enne, poi identificato come aggressore
Il 25enne avrebbe estratto un coltello e colpito ripetutamente i due connazionali, in un contesto segnato dall’abuso di alcol.
Le ferite e le conseguenze per le vittime
Il cuoco 21enne ha riportato le lesioni più gravi:
coltellata vicino alla milza (3 cm di profondità)
ferita in prossimità del rene (4 cm)
È stato ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento per sei giorni, con una prognosi iniziale di 30 giorni poi estesa a 40.
L’altro lavoratore, 32enne, ha riportato ferite superficiali (schiena, testa e torace), con una degenza di 10 giorni e prognosi di 40 giorni. Non si è costituito parte civile.
⚖️ L’accusa: duplice tentato omicidio
L’imputato, con precedenti e oggi agli arresti domiciliari, risponde dell’accusa di duplice tentato omicidio.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Nicola Zilio e Piergiorgio Tiraferri, sostiene che i colpi inferti non abbiano avuto esiti letali.
Nelle prossime fasi del procedimento sarà definito il quantum del risarcimento. L’uomo avrebbe manifestato l’intenzione di risarcire le vittime e accedere a un patteggiamento.
🚔 Le indagini e la fuga dell’aggressore
Determinante l’intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Riva del Garda, della stazione di Madonna di Campiglio e della compagnia di Cles.
Dopo l’aggressione, il 25enne si era dato alla fuga in auto. È stato identificato grazie alle immagini di videosorveglianza. Nella sua abitazione sono stati rinvenuti gli abiti indossati quella sera, ancora sporchi di sangue.
❓ Il movente ancora da chiarire
Resta incerto il movente della lite. I protagonisti si conoscevano di vista ma non lavoravano nella stessa struttura.
Un elemento che lascia aperti interrogativi su quanto accaduto quella notte nel cuore della località turistica trentina.






























