Verbicaro, l'abbandono del "Laboratorio fantasma”

Aggiornato il: 22 dic 2019

La lettera del responsabile Di Buono. La comunicazione della volontà di lasciare la gestione


VERBICARO – 21 dic. 19 - Nella “storia” del laboratorio d'analisi “fantasma” c'è un documento che, forse, aiuta a chiarire sull'intenzione della società che avrebbe dovuto gestire il centro “Nhaccp” di non voler proseguire oltre. Il documento è datato 3 ottobre 2019 ed è inviato al comune, quindi al sindaco, da Aniello Di Vuono, presidente del consiglio di amministrazione della società “Istituto controllo qualità Nhaccp”, costituita ad hoc per il bando che prevedeva la concessione per la progettazione, la costruzione e la gestione funzionale ed economica di un “laboratorio chimico-fisico per la realizzazione del processo Nhaccp”. Il contratto di appalto è stato stipulato il 15 giugno 2015 con il comune di Verbicaro per dodici anni. Di Vuono, nella lettera di ottobre 2019 scrive: “con grande dispiacere ed amarezza, comunico che è tassativamente intenzione dell'istituto che rappresento di lasciare la gestione del laboratorio di ricerca di analisi chimico-fisiche, allocato presso la struttura dell'Azienda Calabria Verde di Verbicaro, in contrada San Francesco”. Nella lettera, Aniello Di Vuono spiega il perché: “Tale decisione è intervenuta a seguito di un forte condizionamento ambientale che si è perpetrato negli anni 2017 2018 e 2019 e che, inoltre, il partenariato istituzionale del progetto Pisl, denominato innovazione tecnologica: saperi, reti e nuova ruralità”, costituito dai comuni di Aieta, Orsomarso, Papasidero, Praia a Mare, Santa Maria del Cedro, Verbicaro, non ha fornito la necessaria interlocuzione per quello che veniva identificato come organo strumentale dello sviluppo rurale”. La legge regionale considerava espressamente l'opportunità di un marchio regionale identificativo della dieta mediterranea italiana di riferimento. Spiegava Di Vuono, nella lettera che di fatto ha interrotto la realizzazione del laboratorio: “Ad oggi, la mancata adozione del protocollo attuativo della legge regionale sulla dieta mediterranea ed il mancato recepimento da parte dell'assessorato all'agricoltura regionale costituisce un reale ostacolo per l'avvio, la crescita e lo sviluppo del laboratorio di analisi chimico-fisiche”. Nella lettera Di Vuono chiede di sapere la data in cui il comune avrebbe predisposto la restituzione dei locali, degli strumenti di laboratorio e le certificazioni effettuate su sei prodotti alimentari tipici locali e di eccellenza della regione Calabria, per come previsto nel bando di gara.

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