Verbicaro, centraline elettriche sull'Abatemarco: interrogazione di Laura Ferrara (M5S)

VERBICARO – 14 apr. 20 Italia nostra ha da tempo lanciato l'allarme sulla realizzazione di piccole centraline per la produzione di energia elettrica che dovrebbero essere dislocate lungo il corso del fiume Abatemarco che, come è noto, sfocia sul Tirreno, nel territorio di Santa Maria del Cedro. Sulla questione è intervenuta con una interrogazione anche l'eurodeputata del movimento Cinque stelle, Laura Ferrara. “La valle del fiume Abatemarco – scrive l'esponente del movimento Cinque stelle - è un’oasi di verde e di biodiversità poco distante dalla costa, tra i comuni di Verbicaro, Grisolia e Santa Maria del Cedro ecco perché, prima di procedere con qualsivoglia tipo di opera, bisogna avere la certezza che questa non vada ad incidere sull’habitat circostante.


In seguito alle segnalazioni della sezione dell’alto Tirreno cosentino di Italia Nostra, ho inteso chiedere maggiori chiarimenti alla Commissione europea circa i motivi per cui il progetto delle centraline idroelettriche, lungo il percorso del fiume Abatemarco, non sia stato ancora sottoposto a procedura di Valutazione d’Incidenza”. E' ciò che gli ambientalisti di Italia nostra hanno sottolineato diverse volte ed hanno fatto presente alle istituzioni locali, regionali e nazionali. “A poche centinaia di metri dai siti interessati dalla realizzazione del suddetto progetto – continua Laura Ferrara - è infatti presente il Sic-Zsc “Valle del fiume Abatemarco” dove sono presenti habitat e specie di particolare rilevanza. In virtù della tutela di questa area, sarebbe opportuno da parte della Regione Calabria predisporre tale Valutazione d’Incidenza. Dovrebbe emergere – conclude l'eurodeputata Cinque stelle - da parte delle autorità preposte ad autorizzare tali opere, il principio di precauzione che non sembra essere stato rispettato in questo caso, mancando una procedura così significativa e che attesterebbe la possibilità o meno di conseguenze significative, dirette e indirette, sulla conservazione degli habitat e delle specie presenti nell’area Sic in questione”. Scriveva Italia nostra: “Il fiume dà anche il nome ad una rete di acquedotti (la cui fonte principale è proprio in corrispondenza della sorgente) che serve acqua potabile a numerosi paesi della provincia di Cosenza. La preoccupazioni, dunque, circa le possibili conseguenze negative sull’ecosistema fluviale è grande. A riprova di ciò, il 17 febbraio, nel corso di un'assemblea pubblica e nel successivo comunicato stampa, l’Amministrazione comunale di Verbicaro ha annunciato che avrebbe chiesto alla Regione Calabria, alla Provincia di Cosenza, e all’Autorità di Bacino la revoca dei permessi e delle autorizzazioni”.

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