Tropea, bimbo morto in ospedale: sospetto focolaio di 'Clostridium difficile' all'asilo
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Un bimbo di 18 mesi originario di Zungri è deceduto a Catanzaro a seguito di un aggravamento clinico. Ricoverati con sintomi analoghi altri quattro bambini frequentanti la stessa struttura paritaria di Tropea. La Procura ha disposto l'autopsia, mentre la scuola ha chiuso per procedere a una sanificazione di livello ospedaliero

Tragedia nel Vibonese, dove un bambino di un anno e mezzo, Alessio Pio, ha perso la vita all'ospedale di Catanzaro. Il piccolo, originario di Zungri, era stato inizialmente ricoverato a Vibo Valentia per poi essere trasferito d'urgenza nel capoluogo regionale a causa del peggioramento delle sue condizioni, riconducibili a una sospetta setticemia.
Parallelamente, fonti sanitarie confermano il ricovero di altri quattro bambini, tutti frequentanti lo stesso asilo di Tropea, la "Family Baby School". I piccoli hanno manifestato sintomi gastrointestinali: tre di loro sono già stati dimessi, mentre uno si trova ancora sotto osservazione a Catanzaro.
L'inchiesta della Procura e le indagini sanitarie
A seguito della denuncia presentata dai genitori del bambino in Questura, la Procura di Vibo Valentia ha aperto formalmente un'inchiesta. I magistrati hanno disposto il sequestro della cartella clinica e della salma del piccolo; nelle prossime ore verrà conferito l'incarico per l'esame autoptico, fondamentale per chiarire le esatte cause del decesso.
Sul fronte sanitario, l'Asp di Vibo Valentia ha convocato un vertice d'urgenza presieduto dal commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito. Il personale dell'Azienda sanitaria e della Polizia di Stato ha già effettuato i primi sopralluoghi all'interno dell'istituto scolastico per ricostruire la catena dei contagi.
L'ipotesi del batterio ospedaliero
L'attenzione degli ispettori è concentrata sull'ipotesi di un focolaio batterico. "Stiamo ipotizzando insieme all'Asp quello che potrebbe essere successo. Molto probabilmente è un batterio che è entrato dall'esterno all'interno della struttura, e quindi stanno facendo le verifiche del caso per capire come interrompere questa catena di contagi", ha spiegato Serena Miceli, dirigente della struttura paritaria.
Il sospetto principale ricade sul 'Clostridium difficile', un patogeno particolarmente resistente. "Un batterio che si prende generalmente all'interno delle strutture ospedaliere", ha precisato la dirigente, sottolineando come sia quasi impossibile risalire al cosiddetto paziente zero. I primi casi di malessere, inizialmente considerati comuni per la fascia d'età, sono emersi circa una settimana fa tra i 25 bambini che frequentano le sezioni nido e primavera.
Chiusura in autotutela e sanificazione straordinaria
Appresa la notizia dei ricoveri nella giornata di martedì, la direzione dell'asilo ha immediatamente avvisato l'Asp, disponendo la chiusura della struttura in autotutela fino a domenica, senza attendere indicazioni formali, al fine di tutelare le famiglie e i dipendenti.
Per debellare il presunto patogeno, i protocolli igienici standard si sono rivelati insufficienti. "Le scuole normalmente igienizzano quotidianamente con prodotti a base di cloro. Questo tipo di batterio, invece, non si debella con prodotti a base di cloro, ma con prodotti a base di acqua ossigenata, che normalmente si usano negli ospedali", ha chiarito Miceli, confermando di aver già richiesto le forniture chimiche adeguate.
La scuola ha assicurato la massima collaborazione alle autorità. Al momento non risulta accertato alcun nesso causale diretto tra il decesso di Alessio Pio e la presunta presenza del batterio nell'istituto; solo gli esiti dell'autopsia e i tamponi ambientali dell'Asp potranno fare piena luce sulla vicenda.
Che cos'è il Clostridium difficile?
Clostridium difficile (C. difficile) è un batterio anaerobio, Gram-positivo, presente fisiologicamente nella flora batterica della vagina e dell’intestino (rintracciabile quindi nelle feci). Mediante la produzione nell'intestino di una tossina necrotizzante alcuni ceppi possono causare nell’uomo la colite soprattutto quando riescono a moltiplicarsi nell’intestino in grandi quantità (questo accade, ad esempio, quando la flora batterica intestinale si modifica a loro favore come avviene, ad esempio, in seguito a terapia antibiotica orale protratta nel tempo). A maggior rischio di contrarre questa infezione sono in particolare le persone sottoposte a uso prolungato di antibiotici. Cure e trattamentiPer trattare le infezioni da Clostridim difficile possono essere utilizzati diversi antibiotici. In caso di infezione primaria il trattamento prevede l'impiego di metronidazolo (nei casi di infezioni lievi), vancomicina o fidaxomicina. Il trattamento deve essere somministrato per via orale e deve essere continuato per un minimo di 10 giorni. Quando possibile l'assunzione di altri antibiotici dovrebbe essere sospesa. È bene sapere che l'infezione torna in circa il 20% dei pazienti.
Il Clostridium può essere molto pericoloso. Alcune specie, come il Clostridium difficile e il Clostridium botulinum, producono tossine in grado di causare gravi coliti e paralisi. Nei casi più gravi, l'infezione può portare a disidratazione severa, sepsi e perforazione intestinale.




