Tirreno cosentino, visita negata in clinica: «Non c’era il medico», la lettera

Una donna racconta in una lettera inviata in redazione di non aver ricevuto una valutazione medica presso una clinica del Tirreno cosentino. Chiede chiarimenti sull’accaduto e sulle modalità di assistenza ai pazienti
24 settembre 2026 - 17:35
di Matteo Cava

Si sarebbe presentata al Pronto Soccorso di una clinica del Tirreno Cosentino per essere visitata, ma le sarebbe stato risposto che non era possibile perché mancava il medico. È quanto racconta una donna in una lettera indirizzata alla redazione di miocomune.tv, nella quale chiede pubblicamente spiegazioni per la mancata valutazione sanitaria.
La testimonianza descrive il senso di abbandono provato dalla donna e pone una domanda sulle possibilità di assistenza per chi si trovi nella stessa situazione. Pubblichiamo integralmente la lettera, che riporta la sua ricostruzione dei fatti.
La lettera integrale
Denuncia pubblica di un episodio accaduto al Pronto Soccorso di una clinica del Tirreno cosentino
Scrivo questa lettera perché quello che mi è accaduto ieri sera, presso il Pronto Soccorso di una clinica nel Tirreno cosentino, mi ha lasciata profondamente sconvolta e indignata. Mi sono recata presso la struttura sanitaria perché avevo bisogno di essere visitata. Mi aspettavo, come qualsiasi cittadino, di poter ricevere assistenza e di trovare personale in grado di valutare le mie condizioni. Invece, mi sono sentita dire che non potevano visitarmi perché non c'era il medico.
Ancora oggi faccio fatica a credere che una persona che arriva in un Pronto Soccorso possa essere respinta con una simile motivazione. In quel momento ho provato sdegno, vergogna, rabbia e soprattutto un senso di totale abbandono. Non sto scrivendo per creare una polemica fine a se stessa. Sto scrivendo perché credo che quanto accaduto debba essere conosciuto e perché mi chiedo: che cosa deve fare un cittadino quando si presenta in una struttura sanitaria chiedendo aiuto e gli viene detto che non può essere visitato perché non c'è il medico?
E se quella persona fosse stata in una condizione grave? Se fosse stato impossibile per lei raggiungere un'altra struttura? Chi si sarebbe assunto la responsabilità di un eventuale peggioramento delle sue condizioni?
Quello che ho provato ieri sera non è soltanto rabbia personale. È la sensazione di essere stata lasciata sola proprio nel momento in cui mi aspettavo tutela e assistenza.
Il Pronto Soccorso dovrebbe rappresentare un luogo al quale rivolgersi quando si ha bisogno di essere valutati e curati. Per questo ritengo doveroso chiedere pubblicamente che venga fatta chiarezza su quanto accaduto, sulle ragioni per cui non mi è stata garantita una valutazione medica e sulle modalità con cui quella struttura gestisce i pazienti che si presentano in caso di necessità.
Chiedo alla vostra testata di dare voce a questa vicenda, affinché non rimanga soltanto la mia esperienza personale e affinché chi di competenza possa fornire spiegazioni.
Non voglio privilegi. Voglio soltanto sapere perché, quando ho avuto bisogno di assistenza sanitaria, mi è stato negato l'accesso alla valutazione medica.
Quella di ieri sera è stata un'esperienza che non dimenticherò facilmente. La rabbia e la delusione sono ancora fortissime, ma soprattutto rimane una domanda alla quale vorrei che qualcuno rispondesse:
È davvero possibile presentarsi in un Pronto Soccorso e sentirsi dire che non si può essere visitati perché non c'è il medico?
Mi auguro che questa denuncia possa contribuire a fare luce sull'accaduto e, soprattutto, a evitare che qualcun altro possa trovarsi nella mia stessa situazione.
Cordiali saluti



