Spiagge e turismo sull'alto Tirreno cosentino. Iannello (Cgil) sollecita aiuti per il settore

SCALEA – 20 mag. 20 - E' di ieri la notizia della richiesta di quasi tutti i sindaci del Tirreno cosentino alla presidente Santelli di intervenire per aiutare i comuni anche nella gestione delle spiagge libere. Il senatore Magorno faceva notare come la Regione Lazio, per esempio, abbia previsto una cifra pari a sei milioni di euro per aiutare i comuni del litorale a gestire spiagge libere e lungomare in tutta sicurezza durante la prossima stagione balneare. Decisione della Giunta regionale in vista delle spese straordinarie che gli enti sul Tirreno dovranno sostenere. «Un investimento importante – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – che permetterà ai comuni di avere risorse fondamentali per garantire l’accesso in sicurezza a tutti i cittadini sulle spiagge del nostro litorale. Dobbiamo far ripartire il turismo, ma lo dobbiamo fare continuando a tenere alta l’attenzione, perché il virus – è bene ricordarlo – non è ancora sconfitto. Per questo ci vuole la collaborazione di tutti: istituzioni e cittadini».

La situazione, è stato ribadito più volte, non è semplice e per chiunque viva con i proventi del turismo l'estate 2020 si presenta con una grande incognita. Da questo, di riflesso, dipende anche l'inverno del 2021.

Mimma Iannello

Mimma Iannello, responsabile Cgil di zona, ritiene che: “L’alto Tirreno, da solo, non può reggere l’onda d’urto dei prossimi arrivi e gli effetti della contrazione del lavoro”. Per tale motivo chiede un intervento della Regione. La sindacalista non nutre dubbi sulle presenze dei vacanzieri. Le numerose “seconde case” presenti sul Tirreno dovrebbero assicurare comunque un discreto numero di presenze. Ma, vista l'emergenza e a causa delle incognite sul virus, bisogna essere pronti. “Il Tirreno cosentino, per il secondo anno tripla bandiera blu, luogo prescelto di vacanza, sede di seconde case per migliaia di cittadini di fuori regione e area con alta ricettività alberghiera – afferma Mimma Iannello - rischia di divenire una potenziale polveriera sanitaria se non adeguatamente attrezzato a reggere l’onda l’urto dei nuovi arrivi. Un rischio da scongiurare se non si vuole appesantire la già difficile precarietà entro cui l’estate turistica post lockdown rischierà di tradursi in termini di perdita di lavoro e di reddito”.

Dopo il lungo periodo di fermo dovuto alla pandemia da Covid-19, il Paese prova a muovere i primi passi della ripresa allentando la circolazione delle persone ed allargando alla riapertura di ogni attività. Una ripresa cauta che mantiene sullo sfondo il rischio di nuovi contagi che vanno scongiurati con il rigore della prevenzione e della sicurezza nel lavoro, negli uffici pubblici e privati, nei luoghi della collettività.

Ad oggi, molte comunità del territorio sono state protette dal senso di responsabilità di molti cittadini, dal buon lavoro di molti Sindaci e dal divieto di circolazione fra regioni. Salve nuove disposizioni, dal prossimo 3 giugno non sarà così per gli arrivi extra regionali ed è già diffusa la preoccupazione per come fronteggiare flussi imprevedibili di vacanzieri.

In questo contesto, per la Cgil risulta legittimo e condivisibile l’allarme lanciato dai sindaci dell’alto Tirreno cosentino sulla complessità di gestione sanitaria delle spiagge pubbliche che, viste le linee guida approvate in sede di Conferenza Stato Regioni, prevedono il controllo e la regolazione degli accessi che, per i rischi insiti di facili assembramenti, non possono essere affidati allo spontaneismo di villeggianti e residenti. Serve personale che non c’è.

“Peraltro, considerato che l’accesso alle spiagge libere assolve anche ad una funzione sociale di preservare ad ogni cittadino il diritto di fruire delle bellezze naturali del territorio, queste ancor di più devono essere poste nella condizione di fruibilità in piena sicurezza. E’ evidente – commenta Mimma Iannello - però che i Comuni con lunghi litorali pubblici non investiti dalla furia della privatizzazione, faticheranno a reperire le risorse per assumere tanto personale quanto necessario per assolvere alla funzione di controllo degli accessi alle spiagge. Ancor più in un momento di contrazione delle entrate. Seppure tardivo, oggi, a 13 giorni dall’inizio degli arrivi da fuori regione, risulta perciò vitale l’intervento della Regione che ha gli strumenti e le risorse per sostenere i Comuni, anche con un mix di politiche attive, nel compito di assicurare la continuità di accesso alle spiagge e alle aree dell’entroterra di beneficiare degli effetti di ritorno turistico”. Secondo la sindacalista della Cgil, risulta: “Singolare come in una regione che si snoda lungo 800 km di costa e centinaia di kmq di parchi naturali ci si preoccupa di approntare manifesti gastronomici ma non ci si preoccupa di chi verrà a comprare quei prodotti. Si ha la sensazione che non si percepisca l’indispensabilità di garantire un quadro di certezze alle amministrazioni locali nella programmazione imminente di una stagione turistica che coincide con una Fase 2 carica di incognite sanitarie ma che, per l’economia del territorio, rappresenta “il tutto di un intero anno”.

189 visualizzazioni
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
  • LinkedIn
Iscriviti alle Newsletter
Segnalazioni e info
contatto mail: miocomune@gmail.com

Copyright © Miocomune. Tutti i diritti riservati. - quotidiano on line (Reg. inf. 01/2012, Trib. Paola)