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«L’uomo che portò i binari del Sud verso il futuro»; Paola: Andrea Signorelli ricorda Francesco Ventura

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  • 13 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Il consigliere comunale Andrea Signorelli rende omaggio al fondatore della Francesco Ventura Costruzioni, scomparso ieri 12 giugno 2026: una vita tra impresa ferroviaria, lavoro, formazione e legame con Paola


Il ricordo dell'imprenditore Francesco Ventura, l'uomo che portò i binari del sud verso il futuro

Paola, il consigliere Signorelli ricorda Francesco Ventura

Il consigliere comunale Andrea Signorelli ha ricordato Francesco Ventura, fondatore della Francesco Ventura Costruzioni e figura di riferimento dell’imprenditoria ferroviaria, scomparso ieri 12 giugno 2026. Nel suo messaggio, diffuso a Paola dopo la morte del commendatore, Signorelli ripercorre la storia personale e industriale di un uomo nato in Puglia, trasferitosi nella città tirrenica e diventato protagonista dello sviluppo ferroviario del Mezzogiorno.


Il ricordo si apre con un’immagine che sintetizza il peso pubblico della sua figura: «C’è chi lascia un segno nella memoria delle persone, e chi lo lascia nel paesaggio. Francesco Ventura appartiene a quella rara categoria di uomini capaci di fare entrambe le cose».

Per Signorelli, con la scomparsa di Ventura «se ne va il fondatore di un’impresa che ha cambiato il volto ferroviario del Mezzogiorno» e «se ne va un uomo che aveva scelto Paola — non per caso, ma per convinzione profonda — come terra di una vita intera».



Da Bisceglie a Paola: una vita nell’impresa ferroviaria

Nel testo, Signorelli ricostruisce il percorso di Francesco Ventura a partire dalle origini pugliesi e dal successivo radicamento a Paola. Nato in Puglia, Ventura si trasferì con la famiglia nella città tirrenica, dove costruì progressivamente una realtà industriale destinata a crescere nel settore delle costruzioni ferroviarie.

La Calabria tirrenica, scrive Signorelli, lo accolse e Ventura la ricambiò «con decenni di lavoro, di occupazione, di visione industriale in una terra che di visioni ne aveva viste troppe naufragare».


La sua storia imprenditoriale non viene raccontata come un percorso nato nelle stanze di rappresentanza, ma come il risultato di una lunga esperienza diretta nei cantieri. Signorelli sottolinea che Francesco Ventura imparò il mestiere «sin dalla giovanissima età, svolgendo tutte le mansioni proprie del settore ferroviario».



Il lavoro nei cantieri e il rapporto con gli operai

Nel ricordo del consigliere comunale emerge soprattutto il rapporto tra Ventura e il lavoro manuale. I cantieri, le traversine, le macchine rincalzatrici e le giornate trascorse tra sole e pioggia diventano il contesto in cui si forma la sua credibilità.

Secondo Signorelli, quella fatica giovanile divenne «il suo capitale più autentico: la credibilità silenziosa di chi può guardare negli occhi un operaio e dirgli, con semplicità e verità, “so cosa fai e so quanto costa farlo”».

Un tratto umano che, nel ricordo, resta centrale. Chi lo ha conosciuto, scrive Signorelli, ricorda «una gentilezza d’animo rara, la stessa con cui trattava il più giovane dei suoi operai e il più importante dei suoi interlocutori».



La nascita della Francesco Ventura Costruzioni

L’Impresa Francesco Ventura Costruzioni venne fondata nel settembre del 1971. In pochi anni, secondo il ricordo di Signorelli, diventò una realtà importante nel settore dell’armamento ferroviario grazie alla capacità organizzativa del fondatore e alla competenza tecnica maturata sul campo.

La svolta arrivò già nei primi anni Settanta, quando l’impresa eseguì quella che nel testo viene indicata come «la più importante opera ferroviaria italiana dell’epoca»: il raddoppio della ferrovia Battipaglia-Reggio Calabria.

Un cantiere strategico, lungo la dorsale tirrenica, dalle pianure campane fino allo Stretto. Per un’azienda nata da pochi anni in Calabria, osserva Signorelli, aggiudicarsi quell’opera significò «entrare nella storia». E aggiunge: «Il Commendatore ci entra, e non ne esce più».



Qual è stata l’eredità industriale di Francesco Ventura?

Negli anni successivi, l’azienda partecipò a progetti importanti sulla rete ferroviaria ordinaria, sull’Alta Velocità e nel trasporto urbano. Nel ricordo di Signorelli, la Francesco Ventura Costruzioni si affermò anche come leader europea nel settore dello scartamento ridotto, grazie a un parco macchine definito tra i più grandi e innovativi del continente.

Il percorso non fu privo di difficoltà. «Come in ogni grande avventura imprenditoriale, gli alti e bassi non mancano», scrive Signorelli, evidenziando però la tenacia con cui Ventura seppe trasformare ogni ostacolo in un passaggio di crescita.

Il risultato fu un’azienda capace di attraversare le stagioni economiche e di diventare una fonte di sostentamento per centinaia di famiglie del territorio.

Da Paola, una città di provincia sul Tirreno cosentino, Francesco Ventura guardò ai cantieri di tutta Italia, costruendo un modello imprenditoriale fondato su competenza tecnica, lavoro e radicamento territoriale.



La scuola professionale per i lavoratori ferroviari

Nel ricordo del consigliere comunale, la grandezza di Ventura non viene misurata soltanto nei contratti ottenuti o nei chilometri di binari posati, ma anche in ciò che l’imprenditore riuscì a costruire attorno a sé.

Tra gli elementi più significativi c’è la scuola professionale interna all’azienda, riconosciuta dalle autorità regionali e dedicata alla formazione e alla riqualificazione degli operatori dell’armamento ferroviario.

Per Signorelli, fu «un investimento sulle persone» e, in Calabria, «un atto di fede nel futuro». Centinaia di lavoratori del territorio poterono imparare un mestiere specializzato, spendibile anche fuori dai confini regionali.

Quella scuola viene indicata come «la sua opera filantropica più concreta e duratura»: una scelta a favore di chi, come Ventura da ragazzo, costruiva il proprio futuro con il lavoro delle mani.


Dall’impresa alla comunità

Il profilo tracciato da Andrea Signorelli va oltre la dimensione aziendale. Francesco Ventura viene descritto come un uomo presente nella comunità, capace di sostenere chi aveva bisogno con discrezione e autenticità.

«Paola lo sa, e lo ricambia con una stima che resiste al tempo», scrive il consigliere comunale.

Nel 2022, la famiglia Ventura scelse di affidare l’azienda al gruppo Salcef. Una decisione che, nel ricordo di Signorelli, arrivò «con la serenità di chi sa di aver fatto il proprio dovere fino in fondo», consegnando al futuro «un’eredità industriale solida e viva».



La famiglia e il legame con Paola

Accanto al dolore per la scomparsa, Signorelli richiama anche la dimensione familiare di Francesco Ventura. Nel ricordo trovano spazio la moglie Anna, definita presenza discreta e indispensabile, i figli Pietro, Massimo, Maria Antonietta e Alessandro, i nipoti e una famiglia numerosa cresciuta nell’esempio del lavoro, dell’onestà e del rispetto per chi fa sacrifici.

È questa, per Signorelli, l’eredità più vera: «una famiglia che porta avanti il suo nome con orgoglio e gratitudine, custodendo vivo tutto ciò che ha visto costruire con amore».

Paola, conclude il consigliere comunale, piange Francesco Ventura come uno dei suoi figli più illustri. Non era nato nella città tirrenica, ma lì aveva scelto di vivere, investire e costruire una parte decisiva della sua storia.

«I binari che solcano la Calabria portano, in qualche tratto, la sua firma invisibile». Una frase che restituisce il senso del ricordo pubblico: l’omaggio a un imprenditore che ha lasciato un segno nel lavoro, nel territorio e nella memoria della comunità.



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