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Si leva la protesta dei comuni costretti a versare il fondo di solidarietà


PRAIA A MARE – 31 mar. 20 - Tolgono ai comuni il fondo di solidarietà per ridistribuire le somme. Mai come in questo particolare periodo diventa attuale la battaglia che molti sindaci stanno facendo già da tempo.

Il cosiddetto fondo di solidarietà comunale serve a “sostenere” lo Stato con il prelievo forzoso in alcuni comuni costieri dove c'è una forte presenza di seconde case e dove il denaro proveniente dall'Imu rappresenterebbe una grande fonte di ricchezza per poter migliorare i servizi. I sindaci del Tirreno tornano sulla questione. Perchè, oggi come oggi, si prospettano periodi difficili per la popolazione e per la situazione finanziaria in generale. Il sindaco del comune di Praia a Mare, Antonio Praticò, e l’amministrazione, bollano come “vergognoso” il decreto della presidenza del consiglio dei ministri dello scorso 28 marzo. Non ci sono dubbi: «Prende in giro i sindaci dei comuni italiani, ed io invito loro a reagire duramente di fronte a tale decisione – commenta Praticò -. C’è purtroppo poco da relazionare: ho perso un sacco di tempo a leggere le norme ed i richiami delle norme, più gli allegati allo stesso Dpcm, per arrivare ad una semplice quanto inattesa conclusione: nulla è cambiato rispetto al 2019. Praia a Mare, come altri comuni virtuosi, dovrà dare allo Stato, come fondo di solidarietà comunale, la somma di 1.278.120 euro . Analizzando il sito finanza locale, risulta che è la stessa somma che lo Stato ha trattenuto dal Comune di Praia a Mare nel 2019».

E qui si comprende la drammaticità del momento: «Risulta evidente – fa notare Praticò - che tale situazione non ci consentirà di affrontare tutte le iniziative e le relative spese atte al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid19. Questo è solo uno dei provvedimenti emanati dal Governo il 28 marzo». Un milione di euro che pesa come un macigno sulle teste dei praiesi, perché in questo particolare momento potrebbe servire a risolvere varie situazioni di emergenza. Anche per il comune di Santa Maria del Cedro le prospettive sono simili. Il sindaco Ugo Vetere fa notare che per il Comune di S. Maria del Cedro il “prelievo forzoso” è pari a 1.156.742,97 ai quali occorre aggiungere l'ulteriore somma in corso di quantificazione per riduzione mobilità, che negli anni scorsi si è aggirata intorno agli 800.000 euro. Contro tale provvedimento, se così si può definire, i comuni interessati hanno proposto più ricorsi ancora pendenti (alcuni vinti). In provincia di Cosenza i Comuni che subiscono il prelievo forzoso sono: S. Maria del Cedro, Diamante, Falconara Albanese, Guardia Piemontese, Praia a Mare, Roseto Capo Spulico, San Nicola Arcella, Scalea, Tortora e Villapiana. Il fondo di solidarietà comunale è alimentato con una quota dell'imposta municipale propria che dovrebbe invece andare nelle casse dei Comuni. «Una volta – ricorda il sindaco Vetere - sino all'entrata in vigore della Legge, tutto ciò che i proprietari di immobili versavano al comune a titolo di Imu finiva nelle casse dell'ente. Ora i comuni devono rendere i servizi nei confronti di una popolazione estiva abnorme senza incassare le somme di prima. Ad esempio il Comune di S. Maria del Cedro che prima incassava circa 2.700.000 euro ora ne incassa poco più di 700.000. La nostra colpa è quella di attrarre il turismo e per premio veniamo puniti».


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