Sede Inps: il "caso Diamante”, gli uffici stavano per essere trasferiti nella cittadina

Aggiornato il: feb 11

Sulla situazione dello stabile di Corso Mediterraneo interviene l'amministratore delegato della società proprietaria


SCALEA – 4 feb. 20 - E’ nato un “caso” attorno alla vicenda della sede Inps. Un “caso” politico. I sindaci e rappresentanti dei comuni dell’alto Tirreno cosentino, nel corso della riunione dei giorni scorsi con il direttore regionale dell’Inps Giuseppe Greco, assente il comune di Diamante, si sono chiesti come mai l’unico comune ad essere stato avvisato sul fatto che l’Inps fosse in cerca di una sede risultasse essere quello di Diamante. Gli altri avevano ricevuto notizia solo il giorno prima o il giorno stesso della decisione di chiudere la sede di Scalea “per carenze strutturali”. Ma come cerca di spiegare il proprietario dello stabile anche sulle presunte “carenze strutturali” ci sarebbe da dire. Lo hanno ribadito anche i sindaci dei comuni dell’alto Tirreno: una serie di circostanze che portava stranamente ad un trasferimento degli uffici Inps a Diamante, in base, fra l’altro, ad un accordo già siglato, per stessa ammissione del direttore Greco e che attendeva un semplice “via libera”.

Ma, andiamo per ordine. Luigi Di Giovanni, amministratore unico della Di Giovanni Arreda snc, società proprietaria dei locali in affitto all’Inps di Scalea, fornisce la sua versione dei fatti e smentisce la presenza di “carenze strutturali”. “Con riferimento alla chiusura della sede Inps di Scalea, la società Di Giovanni Arreda snc, proprietaria dei locali condotti in locazione dall’Inps e di parte del fabbricato, rilevato l’allarmismo ed il clamore determinato dall’improvvisa sospensione dell’attività deliberata dall’Inps, intende precisare – si legge - che non sussiste alcun problema strutturale dell’edificio, né di pericolo o impraticabilità dei locali. La determinazione improvvisa è stata assunta dall’Inps in seguito alla caduta di alcuni vetri da una finestra del primo piano verificatasi in occasione dei lavori ivi eseguiti dalla Bcc di Verbicaro, proprietaria dell’immobile e committente dei lavori. L’evento, che ha suscitato preoccupazione determinando la Direzione regionale a spostare immediatamente la sede, deve pertanto precisarsi, in primo luogo, che non è in alcun modo attribuibile e imputabile alla società Di Giovanni Arreda snc e che neppure vi sono problematiche di sicurezza o di pericolo relativamente al fabbricato che possono giustificare l’improvvisa quanto improvvida decisione di chiusura. La società dichiara inoltre che intende chiarire con l’istituto e risolvere le condizioni per l’eventuale prosecuzione del rapporto di locazione”.

Il vicesindaco di Diamante, Pino Pascale, chiarisce a nome dell’amministrazione “al fine di sgomberare il campo da ingiuste e antipatiche strumentalizzazioni”. Racconta Pascale: “Si vuole precisare in data 15 gennaio è giunta una mail indirizzata al sindaco di Diamante nella quale si leggeva che “La sede regionale Inps sta valutando la possibilità di insediare un ufficio Inps nella città di Diamante, al fine di poter ampliare l’offerta dei propri servizi previdenziali e assicurativi ai cittadini del vostro comune e di quelli limitrofi, in sostituzione dell’ufficio già presente in Scalea”. Avendo disponibilità dei locali idonei richiesti dall’Inps, da concedere in comodato gratuito, l’Amministrazione ha risposto positivamente alla richiesta fornendo le specifiche richieste”. Ma alla riunione con tutti i sindaci dell’alto Tirreno è stato sottolineato più volte che nessun altro comune, compreso quello di Scalea, è stato sollecitato a fornire informazioni su una sede alternativa.

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