Scarichi di allevamento di suini nel torrente. Sequestrata l'attività - VIDEO

Aggiornato il: feb 27

Attività dei carabinieri forestali a Lattarico, lungo il torrente Quellia


LATTARICO – 21 feb. 20 - I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Montalto hanno nei giorni scorsi posto sotto sequestro un allevamento intensivo di suini nel Comune di Lattarico. I sigilli all’attività di località “Contesa” sono scattati a seguito di un controllo dell’attività da parte dei militari insospettiti da una colorazione scura anomala individuata nel torrente “Quellia”e segnalata anche da alcuni cittadini. I militari risalendo il corso d’acqua hanno accertato lo scarico abusivo dell’allevamento, il quale grazie all’utilizzo attraverso un by-pass azionato manualmente, permetteva ai reflui di canalizzarsi sul suolo.

In particolare dagli accertamenti eseguiti è stato riscontrato che le deiezioni dei suini venivano sversate, tramite una condotta naturale di 250 metri appositamente realizzata, direttamente sul terreno fino a canalizzarsi in degli impluvi naturali ed arrivare nel Torrente Quellia. Inoltre, nell’area di pertinenza dell’allevamento, i liquami e le deiezioni si sono accumulate su un’estesa area fino a formare un importante spessore che denotava la presenza di un elevato quantitativo di rifiuti sul suolo con conseguente produzione di odori nauseabondi.


Le deiezioni animali, che la normativa vigente definisce quali rifiuti speciali non pericolosi, per l’elevato carico inquinante di azoto da essi posseduto, se non gestiti correttamente, provocano un grave inquinamento del terreno, delle acque superficiali e delle falde acquifere. Si è reso necessario procedere al sequestro dei terreni invasi dai liquami e dalle deiezioni, estesi oltre 3.000 mq, degli scarichi, del by pass e della condotta utilizzati per l’illecito smaltimento dei rifiuti. I due proprietari in concorso con i due operai della stessa società agricola che eseguivano fisicamente le manovre di by - pass del refluo dalle vasche alla condotta abusiva sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Cosenza per il reato di scarico abusivo di reflui industriali ed attività di gestione rifiuti non autorizzata.

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