Scalea, ufficio Inps: si è riunita la Giunta ancora in carica

Aggiornato il: gen 25

Chiesto un incontro al direttore regionale Greco. Si registrano intanto altre reazioni


SCALEA – 24 gen. 20 - La questione della sede Inps è oggetto di discussione in tutto l'alto Tirreno cosentino. La presenza sul territorio è importante per tutti i comuni. La Giunta del comune di Scalea, benché, come è noto, stia per concludere la propria attività, in virtù delle dimissioni ripresentate dal sindaco Gennaro Licursi, è ancora in carica ed ha la possibilità di compiere atti. Si è riunita ieri per discutere della sospensione temporanea della sede Inps di Scalea. Come viene spiegato in una nota ufficiale: “E’ stato contattato il direttore regionale dell’Inps Giuseppe Greco, che ha dato piena disponibilità ai fini della permanenza della sede a Scalea. La Giunta si è impegnata a trovare una soluzione per i locali da poter utilizzare. A breve, si terrà un incontro a Scalea nella sede comunale con il Direttore regionale per discutere di una nuova eventuale destinazione”. La vicenda non è legata a problemi strutturali dell'edificio. I piani superiori sono destinati ad ospitare un istituto bancario. Ma, secondo quanto faceva presente il direttore Greco, vi sono problemi di sicurezza per il personale e per l'utenza.

IL CONSIGLIERE DI LORENZO SUGGERISCE LA STRUTTURA ATERP

Ieri, il consigliere comunale Francesco Saverio Di Lorenzo, ha inviato una nota al sindaco facente funzioni, Gaetano Zuccarello, al segretario generale, all'Aterp per chiedere l'assegnazione di una nuova sede Inps. Il capogruppo di “Municipalità e cittadinanza” suggerisce di “verificare e prendere in esame la possibilità di assegnare i locali del palazzo Pallamolla”, ai piedi del centro storico di Scalea. Si tratta di locali recentemente ristrutturati che, secondo il consigliere, potrebbero essere assegnati all'inps, in modo da evitare trasferimenti in altre località”.

IL PRESIDENTE DELLA BCC DI VERBICARO

Il presidente della Bcc di Verbicaro, Francesco Silvestri, ha diffuso una nota nella quale afferma: “L’improvvisa chiusura della sede Inps di Scalea, motivata con non meglio precisate carenze strutturali dell'immobile presso cui la stessa era ubicata ha determinato la preoccupazione di diversi soci della Banca, ai quali non è sfuggito che al primo piano dello stesso edificio la Bcc sta realizzando un proprio sportello. Senza entrare nel merito delle scelte operate dall'istituto di previdenza nazionale, sembra doveroso da

parte nostra rassicurare soci e clienti in merito alla sicurezza della struttura in questione. La sana e prudente gestione rappresenta per la Banca un essenziale principio cui informarsi non solo con riferimento alla concessione del credito, ma anche nelle scelte più squisitamente strategiche. In tale ottica, il processo di acquisto dell'immobile da destinare a filiale si è articolato in un complesso di attività prodromiche che, naturalmente, hanno riguardato anche valutazioni circa l’idoneità strutturale dell’edificio che, per ubicazione e dimensioni, rappresentava la prima scelta della banca”.

PER IL DIRETTORE GRECO ANDAVA REALIZZATA UNA TETTOIA A PROTEZIONE

Quel che è certo è che l'edificio non presenta problemi gravi di stabilità, perché al primo piano, come è ormai noto, dovrebbe trasferirsi un istituto bancario che ha già effettuato i rilievi tecnici. La problematica sollevata anche dal direttore regionale dell'Inps fa riferimento a “forti criticità nei lavori già effettuati per la messa in sicurezza dello stabile. Sarebbe necessario allestire la tettoia perimetrale esterna di idonee dimensioni, limitatamente al piano terra e all'altezza del solaio di copertura del piano terra. Secondo il dirigente, infatti, per l'utenza interna ed esterna, sarebbero presenti situazioni di pericolo costante di “cadute di lastre di vetro, infissi mal ancorati, distacchi di intonaco”. Il direttore avrebbe richiesto le opere a protezione ipotizzando anche la possibile risoluzione dei rapporti con la proprietà in presenza di situazioni di pericolo per gli utenti e per il personale. Tutto questo fa ipotizzare la possibile decisione di spostare gli uffici altrove. E qui, i commenti sono diversi perché c'è il timore che la spoliazione del territorio continui. Fra l'altro, tutto ciò accade in un momento complicato per la città di Scalea che si appresta ad essere commissariata per i noti fatti accaduti.

NICOLA BIONDI "PENSIAMO A SCALEA”

E' di ieri la nota di Nicola Biondi, dell'associazione “Pensiamo a Scalea” evidenzia il gran vociare attorno alla notizia e si chiede: “proposte di soluzione al problema?”. Secondo Biondi: “La soluzione esiste ed è immediatamente attuabile. Il Comune di Scalea ha un suo patrimonio che, per norma, deve valorizzare: ecco l’occasione. Il gruppo consiliare di Pensiamo a Scalea in seno al consiglio comunale, con una interrogazione a firma del capogruppo, aveva interpellato il sindaco sulla destinazione d'uso degli immobili comunali, non ricevendo risposta alcuna. Basta piangersi addosso. Il comune – prosegue Biondi - ha l’obbligo di proporre all’Inps l’utilizzo di un proprio locale da adibire a sportello. E’ un servizio pubblico che abbiamo il dovere di ricevere ed un amministrazione ha l’obbligo di garantire.

Oggi l’amministrazione ancora esiste. Fatevi avanti – è l'appello di Nicola Biondi - e non nascondetevi. Gli immobili sono stati assegnati a destra ed a manca. Assegnare dei locali all’Inps in comodato gratuito è un obbligo morale oltre ad una virtuosa collaborazione tra Enti Pubblici”.

L'INTERVENTO DI CGIL E CISL

Sulla questione della chiusura degli uffici Inps c'è anche l'attenzione dei sindacati. Intervengono Cgil e Cisl. Giuseppe Guido, segretario generale Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, Franco Spingola, segretario generale Spi Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, Vincenzo Casciaro, segretario generale Fp Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, Domenica Iannello, Responsabile Cgil zonale scrivono: “La chiusura della sede Inps di Scalea è un fatto che ci preoccupa; pur comprendendo come le criticità riscontrate sull’immobile, sede dell’istituto, rappresentino un pericolo per i lavoratori e per i cittadini la cui salvaguardia è priorità nell’agire della Cgil. Come unico percorso possibile, in tempi brevi, urge ripristinare la piena funzionalità e la sicurezza dello stabile o ricercare una nuova sede a Scalea in modo da garantire i servizi ed evitare un grave danno per la comunità con la intuibile creazione di disagi, soprattutto, per le fasce meno protette del territorio. Lo spostamento, seppur temporaneo, degli uffici presso la sede Inps di Paola è un provvedimento che non condividiamo e che non tiene minimamente conto dei servizi essenziali erogati e delle caratteristiche geografiche, storiche e sociali del territorio interessato. Chiediamo, quindi, alle Istituzioni di trovare insieme, mediante apposito ed urgente incontro con la Direzione ed il comitato provinciale Inps, fino alla risoluzione delle criticità riscontrate sull’immobile e nelle more del percorso indicato, una soluzione che non penalizzi gli utenti e che mantenga attivi i servizi a Scalea per non scaricare su pensionati, diversamente abili, lavoratori e cittadini i costi economici e sociali di qualcosa di cui non hanno minimamente colpa”.

Giuseppe Lavia, segretario generale Ust Cisl cosenza, afferma: «La chiusura momentanea della sede Inps di Scalea e il contestuale trasferimento degli Uffici a Paola creerà enormi disagi ai cittadini di numerose comunità locali. Si tratta, infatti, di una sede territoriale che esercita le sue competenze a beneficio di ben diciassette comuni, da Belvedere a Papasidero, da Praia a Verbicaro, da Scalea a Tortora. La Cisl – prosegue Lavia – rivolge, perciò, un forte appello alle Istituzioni competenti affinché possa essere trovata a questo problema una soluzione adeguata e definitiva in tempi brevissimi: troppo spesso, infatti, alle nostre latitudini ciò che dovrebbe essere temporaneo e di breve durata, poi, nei fatti, non lo è per nulla. Nella consapevolezza che la decisione è dovuta all’inagibilità dell’edificio e si è resa necessaria per preservare l’incolumità del personale e dell’utenza – conclude il Segretario Generale dell’UST Cisl di Cosenza –, è urgente che ci si impegni insieme alle Istituzioni locali per reperire spazi sicuri e risolvere un’emergenza che rischia di privare i cittadini della possibilità di esercitare loro diritti, se non andando incontro a grandi difficoltà».

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