Scalea, proposta di patteggiamento per il sindaco Licursi

Aggiornato il: gen 4

"Ghost work”, due anni, pena sospesa e revoca della misura cautelare


SCALEA – 28 dic. 19 - Già dalla vigilia di Natale, in serata, è arrivato il provvedimento del Tribunale di Paola che ha posto in libertà il sindaco di Scalea Gennaro Licursi, sottoposto dallo scorso 12 dicembre alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Come è noto, Licursi è stato coinvolto nell’operazione denominata “Ghost Work”.

Un’indagine della Guardia di finanza di Scalea legata all’attività professionale, quale impiegato dell’azienda sanitaria provinciale. Gennaro Licursi, assistito dal suo legale di fiducia, Luigi Crusco, ha presentato la proposta di patteggiamento al tribunale di Paola, accolta dal Giudice per le indagini preliminari Maria Grazia Elia. La decisione, sulla quale dovrà esprimersi con sentenza il Gip del tribunale di Paola, è per una condanna a due anni, con pena sospesa. Dalla proposta di patteggiamento è scaturita l’ulteriore decisione della revoca della misura cautelare dei domiciliari. E quindi il sindaco Licursi, dallo scorso 24 dicembre, è tornato in libertà. Teoricamente, potrebbe anche riprendere l’attività di sindaco del Comune di Scalea, in quanto la legge Severino pone un limite di poco superiore.

La Procura di Paola ha quindi dato il consenso alla proposta di patteggiamento e nei prossimi giorni, probabilmente entro gennaio, il Gip dovrà emettere la sentenza. Nella mattinata del 24 dicembre, come è noto, il sindaco Gennaro Licursi, tramite un familiare aveva presentato al protocollo del comune di Scalea le proprie dimissioni irrevocabili con le quali comunicava “al consiglio comunale e al segretario generale – si legge nel documento - le proprie dimissioni dalla carica di sindaco del comune di Scalea”.

Nessuna comunicazione politica, nessun commento dalla maggioranza. La vicenda, al momento, tranne un breve accenno nell’ultimo consiglio comunale, non è stata oggetto di discussioni politiche, né in un’assemblea convocata ad hoc e neanche in un documento che i consiglieri avrebbero potuto affidare alla lettura dei cittadini per far conoscere a chi li ha votati la propria posizione, esclusivamente dal punto di vista politico.

Se le dimissioni presentate dal sindaco Gennaro Licursi dovessero andare in porto l’esperienza della maggioranza si chiuderebbe nel silenzio. Le dimissioni, in ogni caso, diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla presentazione al consiglio comunale. Durante questi 20 giorni, sindaco, giunta e consiglio hanno solo poteri di ordinaria amministrazione. L’attività di indagine, a carico di Licursi, come è noto si è basa sui sistemi tradizionali e tramite i tabulati telefonici sono stati ricostruiti gli spostamenti, attraverso le celle telefoniche di volta in volta agganciate dal telefono cellulare in suo possesso. La Guardia di finanza ha monitorato, inizialmente, Gennaro Licursi, dal mese di maggio 2018 al mese di agosto 2018 oltre che nel periodo gennaio-febbraio 2019. Successivamente, le attività investigative sono state intensificate con l’ausilio di mezzi tecnici, telecamere e gps, avviate in data 22 marzo 2019 e protrattesi sino al 13 luglio 2019.

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