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Scalea, porto e viabilità: «destinati a perdere la centralità»

Il gruppo di opposizione "Per Scalea" interviene sulle opere pubbliche: "non si può abdicare alla centralità di Scalea in tutti i collegamenti infrastrutturali, perché ne va del progresso”

SCALEA – 6 lug. 21 - Il gruppo di opposizione “Per Scalea” si inserisce nel dibattito mai concluso sull'opportunità di realizzare una struttura portuale nella città turistica. E, proprio in questi giorni, la discussione si è riaperta, dopo che l'associazione “Cara, vecchia Scalea” ha proposto benemerenza e cittadinanza onoraria per quanti si sono battuti per evitare la realizzazione del porto attorno a Torre Talao. Come afferma Angelo Paravati, a sostegno della tesi della necessità, invece, di realizzare un approdo, “Scalea vanta una lunga tradizione quale punto di riferimento dell’intera Calabria Citeriore, e questa centralità è sempre derivata da due fattori fondamentali, la felice posizione geografica e la dotazione di infrastrutture idonee a facilitare il collegamento con altri territori”. Richiama il prof. Alfonso Mirto, e in particolare il volume “Dell’origine degli imperi. Un'etica per la politica” di Gregorio Caloprese, pubblicato da Salviati nel 2002, dove si fa riferimento alla presenza di un porto.



Dall'opposizione arriva una critica da parte di Angelo Paravati: “Scalea sembra destinata a perdere la propria centralità in ogni settore – scrive - da quello portuale a quello ferroviario ed aeroportuale, mentre nulla si sa della prosecuzione della Scalea-Mormanno che ci dovrebbe assicurare almeno un collegamento decente con l’autostrada. Le ragioni di tale perdita di centralità possono essere dovute anzitutto alla mancanza di una volontà politica capace di affermare in maniera autorevole le ragioni del nostro territorio, ma ciò che sorprende è che, talvolta, si esprima addirittura contrarietà contro queste forme di sviluppo infrastrutturale, come se fosse un bene esserne privati o come se il nostro territorio non avesse più bisogno del progresso per crescere”. Ultimamente si discute del nuovo progetto ferroviario che fra alcuni anni potrebbe escludere Scalea dal circuito nazionale della linea ferrata; si pongono in evidenza i problemi relativi alla realizzazione della strada Scalea Mormanno che procede a passi da lumaca.



Secondo il gruppo Per Scalea non si può “abdicare alla centralità di Scalea in tutti i collegamenti infrastrutturali, perché ne va del progresso, necessario ad assicurare la stessa vita futura delle nostre realtà locali e perché in ogni settore e aspetto della vita non si può fare a meno di infrastrutture al passo coi tempi. Naturalmente il nostro ragionamento non è una presa di posizione per un progetto in particolare, ma una considerazione a favore di una concezione del futuro che talvolta sembra essere superata dal comodo adagiarsi in una mediocre ordinarietà senza prospettiva se non dall’egoismo di chi del progresso non ha bisogno e non ne comprende l’utilità. Noi – conclude Paravati - riteniamo, invece, che Scalea debba tornare a lavorare per il proprio sviluppo e per non restare fuori dalla rete delle infrastrutture del futuro. È un fatto di rispetto per le generazioni future, ma anche per la storia passata. Non per niente, da molti anni si dice che la crescita dell’alto Tirreno dipende da Scalea, un’affermazione che ha solide ragioni storiche”.



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