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Scalea, Plinius: prima scarcerazione disposta dalla magistratura di sorveglianza

Accolta l'istanza dell'avvocato Giuseppe Bello. Zaccaro definito "Detenuto modello” affidato ai servizi sociali


SCALEA – 3 dic. 19 - Prima scarcerazione disposta dalla magistratura di sorveglianza. E' quanto accaduto di recente per Marco Zaccaro, 36 anni, coinvolto nell'operazione Plinius, portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Scalea e conclusa il 12 luglio 2013 con numerosi arresti anche fra gli amministratori comunali dell'epoca. L'attività dei militari, coordinati all'epoca dal capitano Vincenzo Falce, era mirata a individuare i componenti dell'associazione denominata “Valente – Stummo” e con sede proprio a Scalea.

Zaccaro era detenuto dal mese di settembre 2018 nel carcere di Agrigento per espiare la condanna definitiva a 4 anni e 8 mesi di reclusione per reati relativi al 416 bis. Il tribunale di Palermo, presidente Luisa Leone, giudice relatore Walter Carlisi, con provvedimento dello scorso 13 novembre ha accolto l'istanza difensiva dell'avvocato Giuseppe Bello con cui era stata richiesta, in favore del proprio assistito, la concessione della misura alternativa dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Il caso suscita interesse stante la particolare disciplina giuridica prevista.

Infatti, per i reati di cui al “4 bis” dell’ordinamento penitenziario, la legge consente l'accesso alle misure alternative solo in caso di collaborazione con la giustizia, (il cosiddetto ergastolo ostativo, questione tornata di recente alla ribalta anche a seguito delle recenti sentenze della Cedu e Corte Costituzionale). In mancanza, come nel caso di Zaccaro, si può accedere solo se si dimostra che “una eventuale collaborazione del condannato non potrebbe apportare alcun elemento utile ai fini della ricostruzione dei fatti oggetto di condanna”. E' ciò che è avvenuto nel caso di Marco Zaccaro. Il tribunale di Palermo ha accolto le argomentazioni dell'avvocato Giuseppe Bello, ed ha ritenuto di poter superare nel caso specifico lo sbarramento normativo disposto dall'articolo 4 bis, riconoscendo nei confronti di Zaccaro, che si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere, l'istituto della cosiddetta collaborazione impossibile e inesigibile. Zaccaro è stato scarcerato dal 13 novembre e affidato ai servizi sociali di Agrigento dove espierà la pena comminatagli dai giudici del merito. C'è da sottolineare che il tribunale ha evidenziato il comportamento esemplare tenuto durante la carcerazione dallo stesso Zaccaro, definito dai magistrati “detenuto modello”. Anche in precedenza Zaccaro, come è noto, si era costituito spontaneamente per ben due volte, avendo svolto un lavoro di elevato livello in Inghilterra. Si è anche tenuto conto della volontà del soggetto di eseguire la misura alternativa ad Agrigento, luogo lontano ed estraneo agli ambienti oggetto delle indagini antecedenti al 2013. E' stata accertata “l'esistenza di una concreta ed idonea attività di volontariato, considerato il contesto ed il supporto familiare ed affettivo di cui gode”.

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