Scalea, Plinius 2: eseguiti due arresti dai carabinieri della Compagnia

Consegnati gli ordini di carcerazione a Gian Claudio Lombardo e ad Alessandro Stummo #scalea


SCALEA – 31 ott. 19 - Nella tarda mattinata di oggi, a Scalea, i militari della Sezione operativa della compagnia carabinieri di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari, hanno notificato due ordini per la carcerazione, emessi dalla Corte d'Appello di Catanzaro, ufficio esecuzioni penali, a carico di Alessandro Stummo, 32 anni, e di Gian Claudio Lombardo, 31 anni, entrambi di Scalea, per un tentativo di estorsione, in concorso, aggravato dall’art. 7 della Legge 203/1991 avvenuto in data 24 giugno 2012 a Scalea e per il quale furono condannati in data 12 luglio 2018 con sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro, provvedimento a cui fecero ricorso alla Corte Suprema di Cassazione che, in data 29 ottobre, come è noto, è stato rigettato.

Il fatto si incardina nell’attività di indagine denominata “Plinius 2”, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Scalea ed eseguita nel maggio del 2015, che ha consentito di delineare gli assetti di un’associazione per delinquere di tipo ‘ndranghetistico denominata “Valente - Stummo”, operante nel territorio del comune di Scalea e comuni viciniori, in collegamento con l’associazione denominata Muto, della quale si legge “riconoscono la sovra ordinazione ‘ndranghetistica, che, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, era finalizzata al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona mediante il compimento di delitti contro il patrimonio e contro la persona ed in particolare la consumazione di una pluralità di estorsioni in danno di diversi commercianti ed imprenditori del luogo nonché la turbata libertà degli incanti finalizzata ad accaparrarsi immobili di rilevante valore inibendo la partecipazione di altre persone”.

Espletate le formalità di rito, Alessandro Stummo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Paola dove dovrà espiare la pena di 2 anni 7 mesi 16 giorni di reclusione, mentre per Gian Claudio Lombardo, presentatosi autonomamente presso la Casa Circondariale di Cosenza, la pena è di 2 anni 3 mesi e 16 giorni.

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