Scalea, Mete: «L'area di Torre Talao da riqualificare»

Aggiornato il: feb 19

«La sede Anmi all'Ufficio circondariale marittimo». Istanza al commissario prefettizio


SCALEA – 11 feb. 20 - E' un “pallino” dell'ex assessore, negli anni '70, Vincenzo Mete. Riqualificare l'area di Torre Talao, eliminando vecchie strutture come l'ex bar Turista, prolungando e migliorando la cosiddetta “villa comunale”. L'idea di Mete, che negli anni '70, è stato uno dei maggiori sostenitori della realizzazione della sede del'Anmi, l'associazione nazionale Marinai d'Italia, è quella di destinare la struttura alla sede dell'ufficio locale marittimo di Scalea della Guardia costiera. Una posizione favorevole, sul mare. Promotore dell'istituzione della sede dell'Anmi, ricorda Vincenzo Mete, fu Antonio Cotrone, maresciallo maggiore della Marina militare italiana.

“L'edificio – ricorda Mete - fu realizzato su un'area la cui concessione venne rilasciata dal Demanio marittimo, Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, a seguito di un prescritto assenso preventivo dell'Amministrazione comunale dell'epoca e dell'autorizzazione ad edificare, allora licenza edilizia, con specifica condizione sociale consistente nell'uso esclusivo dei membri dell'Associazione Marinai d'Italia di Scalea il cui statuto, oltre ai marinai in pensione, prevedeva sino ad un massimo del 10% di aggregati privi del requisito essenziale di marinai in quiescenza, con possibilità di accesso ai familiari di tutti i soci. Ogni altro uso era ed è espressamente vietato. Oggi – aggiunge Mete - è notorio ed evidente che tale Sede viene utilizzata come se fosse un lido balneare”, gestito da privati che non sarebbero in possesso del titolo di “Marinaio d'Italia in pensione”. Secondo Mete

il comune non dovrebbe “più rinnovare concessioni e rientrare in possesso sia dell'area che dell'immobile realizzato, per utilizzarlo per scopi sociali e utilmente, vista l'attuale necessità, destinandolo all'uso specifico di Ufficio locale marittimo della Guardia Costiera evitando di sperperare denaro pubblico, (429.000 euro preventivati per la ristrutturazione delle baracche abusive del cosiddetto “Bar turista") e dilaniare bellezze naturali quali il sito ai piedi della Torre Talao, di spettacolarità unica che per la sua straordinarietà è qualificante simbolo della città e consente la continuità dei giardini comunali con l'area della Torre da destinare ad orto botanico di grande qualità, come progettato da docente di botanica e già presentato al Comune, in considerazione dell'esistenza di essenze autoctone uniche”. Un sogno, così lo definisce Mete che chiede al commissario Guetta, di voler prendere in considerazione l'iniziativa.

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