Scalea, la storia di Caterina e Giacomo: “l'indifferenza delle numerose associazioni”

Aggiornato il: gen 4

A denunciare la situazione é l’avvocato Francesco Galati, maresciallo dei carabinieri a riposo che si sta occupando della vicenda


La casa sommersa dai rifiuti

SCALEA – 30 dic. 19 - La storia dei giorni precedenti il Natale aveva attirato l'attenzione di tanti cittadini. Caterina e Giacomo vivevano in un'abitazione, nel centro di Scalea, sommersi da ogni genere di rifiuto che erano diventati le suppellettili dell'abitazione. “La storia di Caterina e Giacomo è sempre più grave, ma risolvibile”. A denunciare la situazione é l’avvocato Francesco Galati, maresciallo dei carabinieri a riposo che si sta occupando della vicenda e che ha, sin da subito, denunciato all’opinione pubblica la mancata assistenza socio/sanitaria dei coniugi. “Da anni – racconta Galati - lo stato di abbandono e degrado in cui versano i due, è noto a tutti. La vicenda è diventata eclatante e vergognosa per l’indifferenza dei più, quando si è scoperto che, da più di sette mesi, Caterina si trovava chiusa nell'abitazione, avvolta da rifiuti urbani di ogni tipo, circondata da animali di ogni genere e malnutrita poiché l’unico suo sostentamento consisteva nel mangiare cibi probabilmente avariati”. In molti hanno fatto finta di non vedere e non sapere. All’interno della abitazione di Caterina e Giacomo era, ed è ancora oggi, impossibile entrare, per l’accumulo di materiale di ogni tipo. “Nessuna iniziativa – afferma Galati – nonostante la presenza di tante associazioni è stata portata avanti per arginare una situazione che nel tempo è degenerata, nessun intervento concreto per sostenere moralmente delle persone anziane, lasciate al proprio triste destino”. Galati, che fa parte dello staff, è stato incaricato dall'amministrazione comunale per curare l’aspetto giuridico e sociale della vicenda. Con il sostegno dell’assessore Marcello D’Amico, medico specialista presso l’ospedale civile di Praia A Mare e di Roberta Orrico, assessore ai servizi sociali, Galati ha organizzato un trasferimento ed il ricovero urgente di Caterina, in gravi condizioni sanitarie, presso l’ospedale civile di Praia a Mare, e nel frattempo è stato avviato l'iter per la bonifica e disinfestazione degli ambienti in cui vivono la donna ed il congiunto, anche quest'ultimo in condizioni di salute non buone. “Il Natale è una festa, ma il suo vero significato risiede nei valori cristiani che forse abbiamo dimenticato – ha commentato Galati -. Oggi sono Caterina e Giacomo, ma là fuori ci sono tante altre persone sole e in povertà che vivono ai margini di una società egoista, cieca e sorda al dolore dell’altro. E nei giorni di ricovero di Caterina, nessuna associazione si è prodigata per portare un po' di solidarietà alla donna. Un panettone, un succo di frutta, un pigiama, un paio di scarpe”. Francesco Galati non molla e dopo aver valutato gli elementi in suo possesso, sicuramente chiederà al magistrato competente l’apertura di una inchiesta per stabilire eventuali responsabilità per la mancata assistenza domiciliare integrata da parte degli organi sanitari, nonostante la presenza di numerose comunicazioni.

LEGGI L'ARTICOLO PRECEDENTE

1,280 visualizzazioni