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Scalea, in tribunale le vicende del rinnovo del CdA della banca di credito cooperativo

Decreto di citazione in giudizio per il presidente dell'epoca del CdA


Il tribunale di Paola

SCALEA – 16 ott. 19 - Le vicende legate al rinnovo del Consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo dell'alto Tirreno cosentino dovranno essere chiarite in Tribunale. Si vuole fare piena luce, in particolare, sulle firme di alcuni soci apposte nelle deleghe consegnate per la nomina del Consiglio di amministrazione. I fatti contestati risalgono al 4 maggio del 2014, data dell'assemblea dei soci. Per questa vicenda è stato emesso un decreto di citazione a giudizio, davanti al Tribunale di Paola, giudice monocratico, Altamura. L'udienza si terrà il 7 aprile del prossimo anno.

Viene contestato l'articolo 2636 del Codice Civile che fa riferimento a “Chiunque, con atti simulati o fraudolenti, determina la maggioranza in assemblea, allo scopo di procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto”. Il destinatario del decreto di citazione a giudizio è il presidente del Consiglio di amministrazione dell'epoca, Giuseppe Zito, 57 anni, di Verbicaro, assistito dall'avvocato Raffaele D'Anna del Foro di Paola. La persona offesa viene identificata in Arturo Riccetti, anch'egli di Verbicaro. Le contestazioni dell'accusa sono riferite al reato indicato perchè avrebbe compiuto: “Atti idonei e diretti in modo non equivoco a determinare, con atti simulati e fraudolenti, la maggioranza dell'assemblea dei soci della Bcc di verbicaro, in occasione delle elezioni per il rinnovo delle cariche del Consiglio di amministrazione della Banca cooperativa”.

Nella qualità di presidente pro tempore, del Consiglio di amministrazione: “Nell'esercizio delle sue funzioni di pubblico ufficiale, incaricato ai sensi dell'art. 25 dello Statuto all'epoca vigente, in occasione del rinnovo delle cariche del Cda, dell'autenticazione delle firme relative alle deleghe necessarie all'esercizio del diritto di voto nell'assemblea dei soci, nel ricevere e formare le predette deleghe, attestava falsamente – recita il decreto di citazione in giudizio – che un fatto era stato da lui compiuto o era avvenuto in sua presenza”. In particolare, viene contestato di aver attestato falsamente di aver apposto la firma di sei soci, tutti identificati. Nel Decreto si legge anche che “le sottoscrizioni, a seguito di perizia calligrafica, risultavano false”. L'evento non si è comunque verificato perché Giuseppe Zito non è stato eletto in quella occasione, il 4 maggio 2014. Il Decreto reca le firme dei Pm, Maria Francesca Cerchiara e Teresa Valeria Grieco. Come si ricorderà, la vicenda delle elezioni del Cda, aveva attirato l'attenzione dei numerosi soci della Banca di credito cooperativo, ma anche delle cittadinanze dove la banca opera, oltre che molti rappresentanti della politica locale, attenta alle evoluzioni della banca di credito cooperativo.

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