Scalea, il Presepe vivente "illumina” il centro storico

Soddisfatta l'associazione "Giovane territorio”. Il commento del presidente Santoro


Il presepe vivente - Foto Daniele Arieta

SCALEA – 8 gen. 20 - E' il naturale scenario per un presepe vivente. Il borgo antico di Scalea, i vicoletti, le scale, gli stretti passaggi, le case che sono in grado di raccontare una lunga storia. Tanti ingredienti che hanno permesso la riuscita della prima edizione del Presepe vivente, curato dall'associazione “Giovane territorio”, presieduta da Raffaele Santoro. Sono tutti pronti a garantire che ci saranno altre edizioni. La prima esperienza, infatti, è riuscita e dà la spinta per nuove iniziative. «Abbiamo voluto rappresentare la Storia di Gesù, attraverso le tradizioni, le musiche, gli abiti e il cibo della nostra terra. Sono scioccato – commenta Raffaele Santoro - la seconda ed ultima tappa di questo evento culturale, che si è svolto nella piena semplicità, ha stupito tutti coloro che, con impegno, passione, fiducia e amore hanno collaborato. Abbiamo calcolato una presenza di 1.500 persone, che dalle 17.00 alle 21.00 hanno sfilato tra i suggestivi vicoli della bella Scalea. Davvero siamo stupiti, per ciò, che con semplicità, abbiamo offerto ad una città così bella». C'è chi è venuto da altri paesi per partecipare ad un evento che ha come obiettivo la valorizzazione del centro storico, le tradizioni, gli usi e costumi. In molti hanno collaborato: c'è chi ha fornito supporto logistico, chi ha messo a disposizione il proprio tempo e chi ha fornito prodotti che hanno reso più bello e suggestivo l'evento. «Sporcarsi le mani, collaborare, impegnarsi e metterci la faccia – ha commentato il presidente - questi sono gli ideali per riuscire sempre in bene a dare il meglio di noi stessi, che ancora crediamo in un futuro radioso. Spero sia questo solo l'inizio, perché il presepe, sarà un'impegno che l'associazione Giovane territorio seguirà e sosterrà insieme al Comitato nascente #IlCuoreNelCentro. Formato da persone umili e che davvero amano quello che è il proprio territorio».

Afferma ancora il presidente Raffaele Santoro: «Amo scalea sin dalla mia tenera età, ero piccolissimo quanto la mia famiglia qui a Scalea aveva attività commerciali, e la città mi ha visto sempre presente sin da piccolo alle varie attività, come chierichetto, alle varie processioni e alle varie celebrazioni, con Don Tolentino e Don Orazio e con il grande Don Michele. Amo da sempre questa città, così tanto che qui ho conosciuto tutto ciò che mi fa stare bene, ma soprattutto in questa città, ho fondato ciò che io sin da piccolo ho sempre desiderato, ovvero un'associazione che nasce per valorizzare il territorio attraverso i giovani, il suo nome è Giovane Territorio, ed è dedicata a Ludovica Tommaselli. Continuerò a costruire in questa città, perché la amo, ma soprattutto perché ha bisogno di gente che vuole costruire. Qui riusciamo a valorizzare solo chi, questa città ogni giorno la distrugge con la sua cattiveria, ma Scalea non merita questo, merita solo ed esclusivamente cose belle. Belle come le iniziative, come le persone che la amano e la fanno conoscere per le cose belle che ha. Scalea – aggiunge infine Raffaele Santoro - merita chi vuole costruire con dignità e non chi vuole distruggere con cattiveria. L'invidia e l'odio fa progressi, ma santa Maria Goretti ci diceva che l'odio uccide dentro come la malaria e non ci lascia più, noi lasceremo che la gente ci odii e ci faccia del male, saremo sempre gli stessi, accoglienti, sorridenti, e con la voglia di regalare solo cose belle per una città bella ed unica come questa. Evviva scalea, evviva chi costruisce ed evviva chi sa sostenere tutto il meglio che c'è in questa città e in queste persone che costruiscono in questa città. Grazie a tutti».

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