Scalea, dimissioni da rifare per il sindaco Licursi

Mancava l'autentica della firma. Presentato un documento con la ratifica dell'atto del 24 dicembre. Resta la volontà di lasciare


Il sindaco Licursi

SCALEA – 17 gen. 20 - Era attesa la nomina del commissario prefettizio che avrebbe dovuto guidare l’amministrazione comunale di Scalea fino alle prossime elezioni di Primavera. Ma un inghippo burocratico ha posto un freno all’iter.

Sgombrando il dubbio da ogni gioco politico, si può però confermare che la volontà dell’ormai ex sindaco Gennaro Licursi è rimasta la stessa dello scorso 24 dicembre. Cosa è accaduto: il 24 dicembre, contestualmente al provvedimento del Tribunale di Paola di remissione in libertà di Gennaro Licursi, indagato nell’operazione denominata “Ghost work, il figlio del sindaco ha protocollato la lettera di dimissioni. Due righe, nelle quali, il sindaco Licursi confermava la volontà di lasciare l’incarico politico. A quel punto, dal 24 dicembre, sono scattati i venti giorni dei termini di legge. Se entro questo periodo non c’è un ripensamento del dimissionario si procede al commissariamento del comune fino alla prima data utile per le elezioni amministrative. In questo caso la tornata elettorale di Primavera.

Pare che il documento, una volta giunto al ministero, sia stato giudicato non corretto per la mancanza della autentica della firma. La lettera di dimissioni del 24 dicembre, seppur consegnata al protocollo del comune dal figlio del sindaco, regolarmente autorizzato dalla Procura ad avere contatti con l’indagato ai domiciliari, non aveva la firma autentica. D’altronde lo stesso sindaco non avrebbe potuto lasciare il proprio domicilio per consegnare personalmente la lettera di dimissioni.

Il sindaco Gennaro Licursi, nella stessa giornata di mercoledì, ha ripresentato la lettera nella quale si legge che: “in data 24 dicembre 2019 ha inviato al Comune di Scalea le proprie dimissioni dalla carica di sindaco, tramite il figlio Francesco Licursi, soggetto autorizzato dall’autorità giudiziaria ad avere rapporti con il sottoscritto durante l’efficacia della misura cautelare. E’ stato notiziato – si legge ancora – dal segretario generale che, da un riesame degli atti è emerso che le dimissioni sono state irritualmente presentate al protocollo dell’Ente in data 24 dicembre a causa dell’assenza di una formale delega per la presentazione richiesta dal D.P.R. 445/2000”.

Per tale motivazione il sindaco Licursi: “Ratifica le dimissioni dalla carica di sindaco del comune di Scalea, presentate in data 24 dicembre, e, facendo seguito alla comunicazione del segretario generale del Comune di Scalea eseguita in data odierna (15 gennaio 2020) dichiara di ribadire le proprie dimissioni e dimettersi dalla carica di sindaco del Comune di Scalea”.

Le strade sono due: potrebbero essere riconteggiati i venti giorni a partire dallo scorso 15 gennaio e si arriverebbe al 3 febbraio, sempre in tempo per le elezioni di Primavera; oppure, potrebbe valere, vista la ratifica, la data del 24 dicembre e quindi l’ente potrebbe essere commissariato in tempi più brevi.

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