Scalea, delitto Medina Peña: prima udienza

Costituite le parti civili e chiesto il rito abbreviato per l'imputato Angel Manuel Garcia


SCALEA – 11 dic. 19 - Era stato denominato “Il delitto di Natale”. Il presunto femminicidio era infatti avvenuto il 23 dicembre dello scorso anno, in una abitazione all'ultimo piano del Parco Juliano, una costruzione nei pressi della linea ferroviaria. Gli inquirenti non avevano creduto all'ipotesi del suicidio da parte di Medina Peña, 36 anni, di San Cristobal, nella Repubblica Dominicana. Le indagini lampo dei carabinieri della compagnia di Scalea, coordinate dal capitano Andrea Massari, avevano portato ad individuare il presunto responsabile di un possibile omicidio: Angel Manuel Garcia, 27enne, anch'egli originario della Repubblica Dominicana. Il giovane, secondo l’accusa, avrebbe provocato la caduta dal quarto piano della compagna. Ieri, nella sede del Tribunale di Paola, si è svolta la prima udienza, presieduta dal Giudice Alfredo Cosenza. I familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Antonia Provenza del foro di Salerno e Giovanni Salzano del foro di Paola, si sono costituiti parte civile. La vicenda giudiziaria vede anche il supporto dell'associazione nazionale culturale contro la violenza sulle donne. L'avvocato Giorgio Cozzolino, difensore dell'imputato, ha fatto richiesta del rito alternativo per il giudizio abbreviato. La prossima udienza è stata fissata per la fine di gennaio 2020. In quella occasione il giudice deciderà sulle richieste fatte nella prima udienza. Il delitto, come si ricorderà, è avvenuto nelle prime ore del mattino di domenica 23 dicembre 2018, a Scalea. Il sudamericano viveva a Scalea da qualche mese con la vittima. Ad inchiodare Angel Manuel Garcia, ci sarebbero diverse contraddizioni, emerse nella fase delle prime informazioni rese ai carabinieri confrontate con la versione fornita al pubblico ministero. Ci sono diversi elementi da chiarire su quanto accaduto nella notte del 23.

Il corpo della povera Medina Peña è stato trovato da un pakistano che abita nella mansarda a fianco a quella della vittima, all'interno del Parco Juliano, in via Mancini a Scalea. Era in una pozza di sangue e sul citofono erano state rilevate evidenti tracce ematiche. La stanza, all'interno della mansarda era stata trovata a soqquadro dagli investigatori che sin da subito avevano ipotizzato una lite. E, forse, il diverbio fra i due sarebbe nato nel corso di una festa, organizzata il giorno precedente, sabato 22 dicembre 2018, in un locale in via Lauro a Scalea. Era il compleanno del padre dell'indagato. Ad un certo punto, a tarda ora, la ragazza avrebbe abbandonato la festa per far ritorno nell'appartamento. Forse una scenata di gelosia. Garcia l'avrebbe raggiunta subito dopo. Inizialmente, Medina Peña, molto arrabbiata, avrebbe mandato via dall'appartamento il fidanzato. E mentre Garcia preparava la valigia, la donna avrebbe avuto un ripensamento e avrebbe impedito all'uomo di uscire. Da ciò che è accaduto successivamente dipende l'eventuale responsabilità dell'imputato che è attualmente accusato di aver lasciato cadere dal balcone la giovane donna sudamericana.

IL SERVIZIO VIDEO DEL 23 DICEMBRE 2018


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