Scalea, Corte dei conti il dispositivo prevede il dissesto del comune

La decisione presa il 3 marzo scorso. Trenta giorni per un eventuale ricorso

SCALEA – 7 mar. 20 - La Corte dei conti ha emesso, lo scorso 3 marzo, il dispositivo relativo alla questione relativa al dissesto finanziario del comune. Ovviamente, il testo del dispositivo è molto tecnico e in pratica conferma ciò che abbiamo anticipato ieri: l'ente dovrà dichiarare il dissesto, ma potrà ricorrere ancora, entro trenta giorni, contro questa decisione. La sezione regionale di controllo, composta dai magistrati: Vincenzo Lo Presti, presidente; Francesco Antonio Musolino, consigliere; Stefania Anna Dorigo, referendario relatore; Bruno Lomazzi, referendario, ha emesso il dispositivo riferito alla verifica dell'eventuale sussistenza del “grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano”. Il riferimento è alla delibera del commissario prefettizio del 6 settembre 2013, successiva all'operazione Plinius, e riguarda gli esercizi dal 2015 al 2018. La sezione di controllo ha quindi accertato la sussistenza delle condizioni per l'applicazione dell'articolo 6, comma2, del decreto legislativo 149 del 2011. Tale articolo prevede: “Qualora dalle pronunce delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti emergano, anche a seguito delle verifiche svolte (ai sensi della normativa di riferimento), comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario e lo stesso ente non abbia adottato, entro il termine assegnato dalla Corte dei conti, le necessarie misure correttive previste, la competente sezione regionale, accertato l'inadempimento, trasmette gli atti al Prefetto e alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Nei casi previsti dal periodo precedente, ove sia accertato, entro trenta giorni dalla predetta trasmissione, da parte della competente sezione regionale della Corte dei conti, il perdurare dell'inadempimento da parte dell'ente locale delle citate misure correttive e la sussistenza delle condizioni (previste dalla normativa), il Prefetto assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la deliberazione del dissesto. Decorso infruttuosamente il termine di cui al precedente periodo, il Prefetto nomina un commissario per la deliberazione dello stato di dissesto e dà corso alla procedura per lo scioglimento del consiglio”. La Corte dei conti ha quindi disposto la sospensione degli adempimenti disposti dal decreto legislativo citato, per il termine di trenta giorni, decorrenti dal deposito della deliberazione “ovvero, in caso di ricorso alle Sezioni riunite in speciale composizione, fino ad intervenuta comunicazione dell'esito dell'impugnazione, secondo l'orientamento espresso dalla Sezione delle Autonomie nella deliberazione del 2 ottobre 2013”.



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